Kiev sotto le bombe, tre morti e 600mila persone senza luce

Missili e droni contro abitazioni e impianti energetici. Zelensky accusa Mosca e chiede sostegno

kiev sotto le bombe tre morti e 600mila persone senza luce

Colpito un palazzo residenziale nella capitale ucraina. Danneggiate trenta infrastrutture energetiche tra Kiev e Kharkiv. Il presidente denuncia l’assenza di avvertimenti dagli alleati e contesta la tregua energetica annunciata da Trump

Una nuova ondata di missili balistici e droni russi ha investito la capitale ucraina, colpendo anche un edificio residenziale e lasciando interi quartieri al buio. Il bilancio comunicato dalle autorità nella mattina di mercoledì 14 ottobre è di almeno tre morti a Kiev. L’offensiva, estesa anche ad altre zone del Paese, ha danneggiato trenta infrastrutture energetiche e privato dell’elettricità almeno 600mila persone. Il presidente Volodymyr Zelensky denuncia un attacco deliberato alla capacità dell’Ucraina di garantire luce e riscaldamento ai cittadini.

Il palazzo colpito e i soccorsi nella capitale

Le immagini giunte da Kiev mostrano un palazzo di nove piani danneggiato e squadre di emergenza al lavoro tra macerie, fumo e appartamenti devastati. I soccorritori hanno cercato persone rimaste intrappolate e affrontato gli incendi divampati dopo le esplosioni. Il bilancio complessivo di tre vittime riguarda gli attacchi sulla capitale e resta suscettibile di aggiornamenti: non tutte le morti possono essere attribuite, sulla base delle informazioni disponibili, al solo edificio colpito.

Il sindaco Vitali Klitschko ha parlato di un pesante bombardamento con missili balistici e di interruzioni della corrente in diverse zone della città. L’allarme ha accompagnato per ore il lavoro della difesa aerea, mentre i residenti cercavano riparo. La simultaneità degli attacchi contro abitazioni e servizi essenziali rende più difficili sia gli interventi immediati sia il ritorno alla normalità.

Trenta impianti danneggiati, blackout per 600mila persone

Il bersaglio principale dell’operazione, secondo Zelensky, è stata la rete energetica. Il presidente ha riferito danni a trenta strutture, soprattutto nelle aree di Kiev e Kharkiv. La Russia, attraverso il proprio ministero della Difesa, ha dichiarato di aver colpito quattro centrali nell’area della capitale e altre due a Kharkiv. Sono dichiarazioni delle parti coinvolte nel conflitto, che non equivalgono a una verifica indipendente di ogni singolo obiettivo.

Per almeno 600mila persone la giornata è iniziata senza elettricità. Le interruzioni incidono sulla vita quotidiana, sulle comunicazioni e sul funzionamento dei servizi. Il rischio è particolarmente rilevante con l’avvicinarsi dell’inverno: i danni agli impianti di produzione e distribuzione possono compromettere anche il riscaldamento e richiedere riparazioni prolungate. Sono state segnalate inoltre conseguenze sulla rete ferroviaria in cinque regioni ucraine.

Le difese aeree e la questione degli avvertimenti

Il comando ucraino ha dichiarato di aver intercettato soltanto quattro dei 39 missili lanciati nell’attacco. Il dato, riferito dalle autorità di Kiev, evidenzia le difficoltà nel contrastare soprattutto i vettori balistici, che richiedono sistemi di difesa sofisticati e munizioni disponibili in quantità adeguata. In questo quadro Zelensky ha accusato gli alleati occidentali di non aver fornito in tempo informazioni preventive su precedenti lanci diretti contro la capitale.

La polemica riguarda il flusso di intelligence, cruciale per anticipare l’arrivo dei missili e attivare le procedure di protezione. Secondo ricostruzioni giornalistiche, Washington avrebbe fatto pressioni su Kiev perché interrompa gli attacchi alle raffinerie russe, prospettando restrizioni allo scambio di informazioni. Il presidente statunitense Donald Trump ha tuttavia sostenuto che la condivisione dell’intelligence con l’Ucraina prosegue. Le due ricostruzioni devono quindi essere tenute distinte.

La tregua energetica contestata da Zelensky

La nuova offensiva pesa anche sul confronto diplomatico. Trump ha affermato che Russia e Ucraina avrebbero accettato di sospendere gli attacchi alle infrastrutture energetiche, ma l’esistenza di un accordo formalmente condiviso non è stata confermata dalle due capitali. Zelensky ha interpretato i bombardamenti come una smentita concreta di quell’annuncio e come un segnale di disprezzo nei confronti degli Stati Uniti.

Il presidente ucraino insiste sulla necessità di garanzie verificabili, difese aeree efficaci e continuità nell’assistenza occidentale. Da Mosca arriva invece la rivendicazione di attacchi contro infrastrutture considerate parte dello sforzo bellico ucraino. Intanto, mentre la diplomazia discute di possibili pause nei bombardamenti, per centinaia di migliaia di famiglie la questione più urgente rimane il ripristino della corrente.