Katie Zacharia, debutto incerto alla Casa Bianca e post complottisti

La nuova portavoce di Trump risponde a pochi media. La Cnn recupera vecchi messaggi su Pizzagate

katie zacharia debutto incerto alla casa bianca e post complottisti

Prima conferenza stampa di appena 14 minuti, una gaffe sul marito e risposte evasive sull’Ucraina. Ma a creare imbarazzo sono soprattutto i contenuti social che rilanciavano accuse infondate contro democratici e Hollywood

È durata meno di un quarto d’ora la prima conferenza stampa di Katie Zacharia, nuova portavoce della Casa Bianca scelta da Donald Trump per sostituire Karoline Leavitt. Un esordio segnato da poche domande, qualche incertezza e una gaffe diventata subito materiale per i commenti online. Ma il caso più delicato per la nuova voce dell’amministrazione americana non nasce davanti ai giornalisti: arriva dagli archivi dei suoi social network, dove sono riemersi messaggi che diffondevano accuse senza fondamento e teorie del complotto.

Quattordici minuti davanti ai cronisti

Il briefing di martedì 13 ottobre si è concluso dopo circa 14 minuti. Zacharia ha dato spazio soltanto alle domande di Fox News, Breitbart e Daily Mail, testate considerate vicine all’area conservatrice. Il confronto è apparso molto più breve di quello affrontato dalla sua predecessora al debutto. La portavoce ha insistito sui risultati rivendicati dalla presidenza e ha annunciato le dimissioni dell’ambasciatrice statunitense in Grecia, Kimberly Guilfoyle, senza soffermarsi a lungo sui motivi della decisione.

Quando le è stato chiesto se Washington avesse interrotto la condivisione di informazioni di intelligence con l’Ucraina, Zacharia non ha fornito una risposta immediata, rinviando a successivi chiarimenti. Più tardi Trump ha negato che tale collaborazione fosse stata sospesa. Durante un passaggio dedicato alla famiglia, la portavoce ha inoltre detto «il mio presidente» invece di «mio marito», correggendosi con una risata. Lo scivolone ha alimentato le reazioni, ma da solo non spiega le perplessità suscitate dalla sua prima uscita pubblica.

Dai vecchi profili le accuse senza prove

Un’inchiesta di Cnn KFile, pubblicata il 12 ottobre, ha ricostruito l’attività online di Zacharia, rintracciando post risalenti soprattutto al 2022. In quei messaggi la futura portavoce aveva rivolto accuse infondate di pedofilia a figure del Partito Democratico, fra cui John Podesta, e aveva ripreso contenuti legati al cosiddetto Pizzagate. Si tratta di una teoria cospirazionista già smentita, che attribuiva a esponenti democratici una rete di abusi su minori collegata a una pizzeria di Washington.

In un altro intervento sui social, Zacharia aveva descritto esponenti delle élite di Hollywood come «cannibali pedofili». La frase, rilanciata in rete, non è sostenuta da alcuna prova. L’inchiesta della Cnn ha documentato anche la circolazione sul suo profilo di altri contenuti cospirazionisti, compresi messaggi relativi alla guerra in Ucraina, e la cancellazione di precedenti pubblicazioni con posizioni molto dure sull’immigrazione e critiche all’amministrazione.

La difesa della Casa Bianca e il problema della credibilità

Interpellata dalla Cnn sui vecchi post, Zacharia ha risposto sottolineando la volontà di servire il presidente e promuoverne l’agenda, senza affrontare nel merito le affermazioni contestate. Il direttore della comunicazione della Casa Bianca, Steven Cheung, ne ha difeso le qualità professionali. La vicenda distingue quindi due piani: il giudizio politico sul debutto davanti alla stampa, necessariamente soggettivo, e l’esistenza di contenuti pubblici che veicolavano accuse prive di riscontri.

Ex commentatrice conservatrice e consulente per la comunicazione di Trump Media & Technology Group, la società collegata a Truth Social, Zacharia assume un incarico che richiede risposte tempestive anche a domande scomode. Il sostegno del presidente resta un elemento centrale per la sua posizione. I prossimi briefing mostreranno se la nuova portavoce allargherà il confronto con i giornalisti e come risponderà alle contestazioni sul proprio passato digitale.