Tredici aeroporti fuori dalla rete di Ryanair tra il 2026 e il marzo 2027. La compagnia irlandese rivede la propria presenza tra Europa e Mediterraneo, chiudendo collegamenti in scali ritenuti meno sostenibili e spostando capacità verso mercati giudicati più favorevoli. Non si tratta di un abbandono dell’intero mercato europeo: i tagli sono selettivi e procedono mentre il vettore inaugura altre rotte e rafforza basi esistenti.
Da Vigo a Brema, gli scali interessati
La prima uscita risale a gennaio 2026, con la sospensione dei servizi a Vigo, in Spagna. A marzo si sono aggiunti Asturie, sempre in Spagna, Clermont-Ferrand in Francia, Ponta Delgada e Terceira nelle Azzorre portoghesi, e Amman in Giordania. Ad agosto è stata la volta di Rodez, in Francia. Il calendario di ottobre comprende Bodrum e Dalaman in Turchia, Kalamata e Volos in Grecia, oltre a Niš in Serbia. L’ultimo stop annunciato riguarda Brema, in Germania, previsto per marzo 2027.
Il riferimento ai tredici aeroporti comprende dunque anche scali del Mediterraneo extraeuropeo, come quelli in Turchia e Giordania. Le date rappresentano il programma comunicato e riportato fino al 18 ottobre: per i passeggeri la disponibilità delle singole tratte va verificata in base al volo e al periodo di viaggio.
Le ragioni economiche e il peso della geopolitica
Il principale criterio della compagnia resta la sostenibilità delle rotte. Quando aumentano tasse di scalo, oneri aeroportuali e costi operativi, i collegamenti con domanda o margini insufficienti diventano candidati ai tagli. La società usa inoltre la possibilità di spostare aeromobili verso aeroporti meno costosi come leva nei rapporti con amministrazioni e gestori. Non ogni interruzione, però, nasce dalla stessa causa: per Amman incide anche la situazione di instabilità regionale, che complica la programmazione dei voli.
Questa strategia coincide con una fase difficile per il trasporto aereo, alle prese con il costo del carburante e con incertezze sulle rotte internazionali. Per i territori più piccoli la perdita di un operatore a basso costo può pesare sul turismo e sui collegamenti, mentre per la compagnia il trasferimento di capacità permette di concentrare gli investimenti dove prevede maggior traffico.
Il caso Germania e la riduzione dei voli su Berlino
Il ridimensionamento riguarda anche il mercato tedesco, dove Ryanair contesta il livello dei costi aeroportuali. Secondo le informazioni pubblicate il 18 ottobre, Berlino dovrebbe subire una contrazione di circa il 50 per cento dei collegamenti operati dal vettore. Il taglio di frequenze in una città non va però confuso con l’uscita totale dallo scalo: nell’elenco dei tredici, la cessazione completa programmata in Germania riguarda Brema.
Rimini cresce: nuova base e cinque destinazioni in più
In controtendenza rispetto alle chiusure, Ryanair ha annunciato una nuova base operativa a Rimini per l’estate 2027. L’investimento indicato è di 200 milioni di dollari, con due aeromobili basati nello scalo. Il programma prevede oltre 600 mila posti, 17 rotte, di cui cinque nuove verso Dublino, Memmingen, Stoccolma, Tirana e Varsavia, e un totale di 114 voli settimanali.
L’espansione arriva dopo l’abolizione dell’addizionale municipale nello scalo, circostanza che mostra quanto il livello degli oneri locali influenzi le decisioni della compagnia. L’interesse per Rimini non contraddice quindi i tagli altrove: è l’altra faccia della stessa politica di allocazione degli aeromobili.
Cosa cambia per chi deve viaggiare
Per chi prenota, la conseguenza concreta è una scelta più limitata su alcune destinazioni, con la necessità di valutare aeroporti alternativi o altri vettori. Chi dispone già di una prenotazione coinvolta da una cancellazione deve fare riferimento alla comunicazione della compagnia e alle tutele applicabili al proprio itinerario. La lista degli aeroporti non equivale, da sola, a un elenco completo dei numeri di volo soppressi.
Il piano rende evidente una trasformazione della geografia dei collegamenti: alcune città perdono l’accesso diretto alla rete low cost, altre acquisiscono nuove opportunità di traffico. Il quadro resterà soggetto a possibili modifiche commerciali e operative nei mesi che precedono l’estate 2027.
