Lo splendore delle grandi occasioni, i gioielli della tradizione monarchica e una cena di Stato che intreccia diplomazia e cerimoniale. Il castello di Windsor ha accolto il sultano dell'Oman, Haitham bin Tarik Al Said, con uno dei ricevimenti più solenni della monarchia britannica. Ma nella serata di martedì 20 ottobre, davanti a 160 invitati, a catturare l'attenzione è stata soprattutto Kate Middleton, principessa del Galles, tornata a indossare la celebre tiara Lover's Knot, uno dei gioielli più riconoscibili della collezione reale, legato indissolubilmente alla memoria di Lady Diana.
Accanto alla principessa, un ruolo centrale è stato riservato al marito William, protagonista di una visita che re Carlo III ha voluto trasformare anche in un messaggio sul futuro dei rapporti tra le due monarchie. Nel discorso pronunciato durante il banchetto, il sovrano britannico ha inserito alcune espressioni in arabo e ha ringraziato l'Oman per gli sforzi compiuti a tutela della sicurezza dello stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti per il commercio mondiale.
Una serata nella quale lo sfarzo della corte ha fatto da cornice a questioni diplomatiche di grande rilievo, mentre il Medio Oriente continua a vivere una fase segnata da tensioni e conflitti.
La tiara di Diana e l'abito giallo firmato Elie Saab
Per il banchetto nella St George's Hall, Kate ha scelto un abito giallo chiaro dello stilista libanese Elie Saab, caratterizzato da una linea fluida, vita alta e un mantello leggero che scendeva dalle spalle.
A completare il look, la tiara Queen Mary's Lover's Knot, realizzata nel 1913 per la regina Mary e successivamente entrata nella collezione di Elisabetta II. Il gioiello, impreziosito da diamanti e perle pendenti, è diventato celebre soprattutto per essere stato indossato dalla principessa Diana durante numerose occasioni ufficiali.
La principessa del Galles lo ha scelto più volte per gli appuntamenti diplomatici più importanti. Anche questa volta il richiamo alla suocera è stato evidente, contribuendo a dare al suo abbigliamento un significato che va oltre la moda.
Kate ha inoltre indossato la fascia dell'Ordine reale vittoriano e il ritratto di Carlo III, un'onorificenza personale concessa dal sovrano ai membri della famiglia reale.
La regina Camilla ha risposto con un altro pezzo storico della gioielleria britannica, la tiara Girls of Great Britain and Ireland, appartenuta a Elisabetta II e utilizzata dalla defunta sovrana anche per alcuni dei suoi ritratti ufficiali più celebri.
Carlo parla in arabo e ringrazia il sultano per Hormuz
Al centro della serata è rimasto il discorso di Carlo III, che ha ricordato la lunga storia dei rapporti tra il Regno Unito e l'Oman, sottolineando il ruolo assunto dal Paese del Golfo nelle crisi internazionali.
Il re ha elogiato gli sforzi di Mascate per contribuire a mantenere aperto lo stretto di Hormuz, definendoli un servizio di grande importanza per la comunità internazionale.
Lo stretto, situato tra l'Iran e la penisola arabica, rappresenta una delle principali rotte mondiali per il trasporto di petrolio e gas. Le tensioni militari che interessano la regione hanno accresciuto il valore strategico dell'Oman, tradizionalmente impegnato in un'attività di mediazione diplomatica tra interlocutori contrapposti.
Nel suo intervento, Carlo ha voluto riconoscere questa posizione di equilibrio, richiamando la capacità del sultanato di mantenere canali di dialogo anche nei momenti più difficili. Il sovrano britannico ha inoltre pronunciato alcune frasi in arabo, un omaggio alla cultura del Paese ospite e alla lunga amicizia tra le due nazioni.
William e il principe ereditario dell'Oman, il futuro delle due monarchie
Il discorso del re ha riservato uno spazio significativo anche al principe William e al figlio del sultano, il principe ereditario Sayyid Theyazin bin Haitham Al Said.
Carlo III ha annunciato una collaborazione tra i due eredi, presentandola come un segnale della volontà di trasmettere alle nuove generazioni il rapporto costruito nel tempo dalle rispettive famiglie. Nel ricordare le sfide che attendono i futuri sovrani, il re ha citato il cambiamento climatico e l'intelligenza artificiale, evidenziando quanto sia difficile prevedere le trasformazioni dei prossimi decenni.
Una certezza, secondo Carlo, rimane però la necessità di poter contare su alleati affidabili, capaci di collaborare pur nelle differenze e di difendere la pace e il diritto internazionale. Il riferimento a William assume un significato particolare nel quadro del crescente impegno diplomatico del principe del Galles, sempre più coinvolto negli appuntamenti ufficiali della monarchia.
Già nella mattinata di martedì era stato proprio William a recarsi presso la residenza londinese del sultano per accoglierlo personalmente, prima delle cerimonie a Windsor.
Centosessanta invitati e una tavola lunga cinquanta metri
Il banchetto ha rappresentato uno dei momenti più spettacolari della visita di Stato. Nella storica sala del castello, 160 ospiti hanno preso posto attorno a un tavolo lungo circa cinquanta metri, allestito con argenteria, cristalli, porcellane e composizioni floreali autunnali.
Tra i presenti figuravano esponenti del governo britannico, rappresentanti diplomatici, membri della famiglia reale e personalità del mondo economico e culturale.
Il menù è stato pensato per valorizzare la tradizione gastronomica britannica, con un antipasto di granchio e scampi scozzesi, seguito da fagiano di Windsor e un dessert ispirato alla pasticceria classica. Particolare attenzione è stata dedicata alle bevande, con una selezione di tè che richiamava i profumi e le tradizioni dell'Oman.
Tra le preparazioni proposte figuravano un Earl Grey aromatizzato ai datteri, un infuso alla menta e rosa e una bevanda al cardamomo accompagnata dal miele prodotto nella tenuta reale di Windsor. Un omaggio alla cultura omanita, dove l'offerta di bevande calde e l'ospitalità costituiscono elementi importanti della vita sociale.
La diplomazia del Golfo dietro lo splendore della corte
La visita del sultano Haitham bin Tarik arriva in un momento particolarmente delicato per gli equilibri del Golfo Persico.
L'Oman occupa una posizione geografica strategica e mantiene da decenni rapporti stretti con il Regno Unito, soprattutto nella cooperazione militare, economica e diplomatica.
Il Paese ha cercato di conservare un ruolo di interlocutore nelle tensioni regionali, valorizzando la propria capacità di dialogare con governi che spesso intrattengono relazioni difficili tra loro. Per Londra, il rapporto con Mascate assume dunque un'importanza che supera il cerimoniale monarchico. La sicurezza delle rotte commerciali, la stabilità energetica e la cooperazione nella difesa rappresentano interessi condivisi.
La visita del sultano è anche la prima di un sovrano omanita nel Regno Unito da oltre quarant'anni, un elemento che ne rafforza il valore diplomatico.
Il sultano a Downing Street per incontrare il premier
Dopo la serata al castello di Windsor, il programma della visita prosegue mercoledì 21 ottobre con gli appuntamenti politici a Londra.
Il sultano è atteso a Downing Street per un incontro con il primo ministro britannico Andy Burnham, durante il quale la sicurezza regionale e la situazione dello stretto di Hormuz figurano tra i principali temi del confronto.
La principessa, con la tiara che richiama il ricordo di Diana, ha incarnato la continuità della tradizione. Il marito, attraverso il rapporto con l'erede omanita, ha rappresentato invece la prospettiva delle relazioni diplomatiche future.
