Il Regno Unito invita i cittadini a prepararsi all'eventualità di trascorrere almeno 72 ore senza elettricità, acqua corrente, collegamenti telefonici o accesso ai normali servizi di pagamento. Non è l'annuncio di una guerra imminente, ma un cambiamento significativo nel modo in cui il governo britannico affronta la sicurezza nazionale. Con la nuova campagna «Be Ready», presentata il 22 ottobre 2026, Londra chiede alle famiglie di tenere in casa scorte sufficienti per superare autonomamente i primi tre giorni di una grave emergenza.
L'iniziativa nasce dalla crescente preoccupazione per gli attacchi informatici, i sabotaggi delle infrastrutture, gli eventi meteorologici estremi e le minacce provenienti da Stati ostili. Le autorità britanniche ritengono necessario rafforzare la capacità della popolazione di affrontare situazioni nelle quali i soccorsi potrebbero non essere immediatamente disponibili.
Nove litri d'acqua a persona e alimenti per tre giorni
Le indicazioni diffuse dal governo sono precise. Ogni cittadino dovrebbe conservare almeno nove litri d'acqua potabile, equivalenti a tre litri al giorno per tre giorni. Si tratta della quantità consigliata per bere, mentre per cucinare e lavarsi servirebbero riserve aggiuntive.
Accanto all'acqua, le famiglie dovrebbero disporre di alimenti a lunga conservazione che non richiedano refrigerazione o cottura, come cibo in scatola, frutta secca e altri prodotti pronti al consumo. La raccomandazione riguarda anche medicinali indispensabili, materiale di primo soccorso, prodotti per l'igiene personale e quanto necessario per bambini piccoli e animali domestici.
Una parte importante del kit riguarda la possibilità di affrontare un'interruzione prolungata dell'elettricità. Il governo suggerisce di tenere a disposizione una torcia con batterie di ricambio, coperte, indumenti pesanti, un caricabatterie portatile e una radio FM alimentata a batterie oppure a manovella.
La radio assume un ruolo particolare perché permetterebbe di ricevere comunicazioni ufficiali anche nel caso in cui internet e telefonia mobile smettessero di funzionare.
Le autorità raccomandano inoltre di conservare una piccola quantità di denaro contante, preferibilmente in banconote e monete di diverso taglio. Un guasto alle reti informatiche o ai sistemi bancari potrebbe infatti impedire temporaneamente l'utilizzo di carte di credito, bancomat e pagamenti elettronici. Non viene indicata una somma obbligatoria: ogni famiglia dovrebbe regolarsi in base alle proprie necessità.
La preoccupazione per gli attacchi informatici e le minacce straniere
La decisione del governo britannico arriva in un momento di particolare attenzione alla vulnerabilità delle infrastrutture nazionali. La crescente digitalizzazione dei servizi pubblici, delle comunicazioni e del sistema finanziario ha reso più pesanti le possibili conseguenze di un attacco informatico.
Il ministro della Difesa Wes Streeting ha richiamato il pericolo rappresentato dalle operazioni ostili condotte contro infrastrutture civili e servizi essenziali. Nel quadro delle minacce considerate dalle autorità figurano anche attività di terrorismo sostenute da Stati stranieri, sabotaggi e azioni informatiche potenzialmente capaci di interrompere la vita quotidiana di milioni di persone.
La Russia viene indicata nel dibattito sulla sicurezza britannica come una delle principali fonti di preoccupazione, insieme ad altri attori statali e a organizzazioni criminali capaci di colpire sistemi digitali.
La diffusione dell'intelligenza artificiale aggiunge un ulteriore elemento di rischio, perché può facilitare l'individuazione delle vulnerabilità informatiche e rendere più complessa la protezione delle reti.
L'obiettivo dell'iniziativa non è soltanto affrontare un eventuale attacco militare, ma ridurre le conseguenze di qualunque evento capace di paralizzare temporaneamente i servizi indispensabili.
Solo il 13 per cento dei britannici si sente preparato
A spiegare la necessità della campagna sono anche i risultati delle ricerche commissionate dal governo. Soltanto il 13 per cento dei cittadini britannici dichiara di sentirsi preparato ad affrontare un'emergenza capace di interrompere i servizi essenziali. Al contrario, l'84 per cento vorrebbe ricevere maggiori informazioni dalle istituzioni su come proteggere se stesso e la propria famiglia.
Il ministro della Sicurezza Dan Jarvis, intervenuto il 22 ottobre davanti al Parlamento britannico con una dichiarazione scritta, ha sottolineato che una maggiore autonomia delle famiglie consentirebbe ai servizi di emergenza di concentrare gli interventi sulle persone più vulnerabili.
Il progetto è stato sviluppato attraverso il coinvolgimento di oltre 500 organizzazioni, tra autorità locali, associazioni, imprese, servizi di soccorso e gruppi impegnati nell'assistenza alle persone anziane o con disabilità.
Particolare attenzione viene riservata alle famiglie con bambini piccoli, alle persone che dipendono da apparecchiature mediche alimentate elettricamente e a chi necessita di assistenza continuativa.
Per queste categorie è previsto anche il ricorso al Priority Services Register, il sistema che permette alle società fornitrici di acqua, gas ed elettricità di individuare gli utenti che potrebbero aver bisogno di un sostegno prioritario durante un'interruzione delle forniture.
Il governo precisa che non è necessario acquistare tutto immediatamente. Le scorte possono essere costruite gradualmente, sfruttando la normale spesa domestica ed evitando costi eccessivi.
Dagli incendi ai blackout, perché Londra teme nuove emergenze
Le preoccupazioni britanniche non riguardano esclusivamente le minacce militari. Il governo richiama anche le conseguenze delle tempeste dell'inverno precedente e degli incendi boschivi che hanno colpito il Paese durante l'estate del 2026.
Fenomeni meteorologici sempre più intensi possono danneggiare reti elettriche, impianti idrici e sistemi di telecomunicazione, lasciando intere comunità temporaneamente isolate.
Una situazione simile potrebbe verificarsi anche in seguito a un attacco informatico contro una centrale elettrica, una società di distribuzione dell'acqua o un'infrastruttura digitale.
In questo scenario, la capacità delle famiglie di affrontare autonomamente le prime 72 ore diventerebbe un elemento importante della risposta nazionale.
La Croce Rossa britannica sostiene l'iniziativa, sottolineando il valore della preparazione domestica e delle reti di solidarietà tra vicini. Il principio è che una comunità organizzata, nella quale le persone conoscono le necessità dei residenti più fragili, può ridurre le conseguenze di una crisi anche prima dell'arrivo dei soccorsi.
La strategia delle 72 ore si estende in Europa
La campagna britannica si inserisce in un orientamento già adottato da diversi Paesi europei. Francia, Irlanda e Paesi Bassi hanno sviluppato iniziative di preparazione civile basate sulla possibilità di affrontare almeno tre giorni di interruzione dei servizi essenziali.
Anche la Commissione europea ha promosso il rafforzamento della preparazione individuale e collettiva, indicando le 72 ore come un periodo di riferimento per la gestione delle prime fasi di un'emergenza.
La scelta riflette un cambiamento nella concezione della sicurezza. Alla protezione militare dei confini si affianca la necessità di garantire la continuità dei servizi, la disponibilità delle risorse fondamentali e la capacità della popolazione di reagire a eventi improvvisi.
Per il Regno Unito, questo significa trasformare la preparazione civile in un'abitudine quotidiana, senza presentarla come una risposta straordinaria a una minaccia immediata.
Una campagna destinata a durare tre anni
Il programma «Be Ready» si svilupperà nell'arco di tre anni, con iniziative informative sui mezzi di comunicazione, sui social network e attraverso le organizzazioni territoriali.
Il governo punta a raggiungere soprattutto le persone meno abituate a pianificare situazioni di emergenza, spiegando come organizzare le riserve domestiche, conservare copie dei documenti importanti e mantenere contatti con familiari e vicini in caso di interruzione delle comunicazioni.
La raccomandazione di tenere nove litri d'acqua, alimenti, una radio e una somma di denaro contante non costituisce quindi un segnale che un attacco sia imminente. È piuttosto il riconoscimento istituzionale di una vulnerabilità crescente delle società moderne, nelle quali anche un'interruzione relativamente breve dell'energia o delle reti digitali può produrre conseguenze rilevanti.
