Allarme bomba su quattro aerei in Europa: tutti atterrati in sicurezza

Paura nei cieli europei per una serie di minacce. Voli deviati, aeroporti chiusi e controlli

allarme bomba su quattro aerei in europa tutti atterrati in sicurezza

Quattro voli coinvolti tra Polonia, Spagna e Bulgaria. Allarmi anche su due aerei arrivati a Roma Fiumicino. Nessun esplosivo trovato, passeggeri al sicuro. Le autorità indagano sull'origine delle segnalazioni

Una serie di allarmi bomba ha creato tensione nei cieli europei nella giornata di martedì 3 novembre, coinvolgendo diversi aerei passeggeri e costringendo le autorità aeroportuali ad attivare procedure straordinarie di sicurezza. Quattro voli sono stati interessati da minacce tra Polonia, Spagna e Bulgaria, mentre altre due segnalazioni sono arrivate in Italia, all'aeroporto di Roma Fiumicino. Tutti gli aerei sono atterrati in sicurezza e i controlli non hanno individuato ordigni esplosivi. Le autorità stanno cercando di risalire all'origine delle minacce, anche per chiarire se esista un collegamento tra episodi avvenuti a poche ore di distanza.

Paura in Polonia, aereo con 181 persone dirottato a Varsavia

Il primo episodio ha riguardato un Boeing 737 MAX della compagnia polacca LOT, decollato dall'aeroporto londinese di Heathrow e diretto allo scalo Chopin di Varsavia.

Durante il volo è arrivata una segnalazione sulla possibile presenza di una bomba a bordo. Alle 9.54 è stato dichiarato l'allarme e il velivolo è stato indirizzato verso l'aeroporto di Varsavia-Modlin, dove è atterrato alle 10.01.

A bordo si trovavano 181 persone. Dopo l'atterraggio sono intervenuti gli specialisti della sicurezza e gli artificieri, mentre i passeggeri sono stati fatti scendere dall'aereo per consentire le verifiche.

L'aeroporto di Modlin è stato temporaneamente chiuso al traffico, con la sospensione delle operazioni fino al completamento dei primi accertamenti. Le attività sono riprese alle 11.50.

La minaccia è risultata infondata e non sono stati trovati materiali esplosivi.

Un secondo allarme ha coinvolto un volo della compagnia Scandinavian Airlines, partito da Copenaghen e diretto allo stesso aeroporto Chopin di Varsavia.

In questo caso l'aereo è atterrato regolarmente, ma le autorità hanno disposto controlli straordinari. Una pista dello scalo è stata temporaneamente chiusa per permettere le operazioni di sicurezza, senza conseguenze rilevanti sul traffico aeroportuale.

Anche queste verifiche si sono concluse senza individuare pericoli.

Spagna, controlli su un Ryanair con 121 persone a bordo

Un'altra segnalazione ha interessato un aereo Ryanair proveniente da Manchester e diretto all'aeroporto internazionale della Regione di Murcia, nel sud della Spagna.

L'allarme ha fatto scattare le procedure di emergenza prima dell'arrivo del velivolo. A bordo si trovavano 121 persone, tra cui 114 passeggeri e sette membri dell'equipaggio.

Dopo l'atterraggio, tutti gli occupanti sono stati fatti sbarcare in sicurezza, mentre gli specialisti hanno avviato l'ispezione dell'aereo e dei bagagli.

L'episodio è stato confermato da Francisco Lucas, delegato del Governo spagnolo nella regione di Murcia.

La segnalazione si è rivelata un falso allarme. Nessun ordigno è stato individuato durante i controlli, ma l'intervento ha richiesto l'attivazione di un dispositivo di sicurezza straordinario e la temporanea delimitazione di alcune aree aeroportuali.

Allarme anche in Bulgaria, verifiche all'aeroporto di Sofia

La quarta emergenza ha interessato un velivolo arrivato all'aeroporto di Sofia, capitale della Bulgaria.

Le prime ricostruzioni avevano parlato di un aereo proveniente da Israele. Le successive informazioni diffuse dalle autorità bulgare hanno invece indicato un volo Wizz Air in arrivo da Bergamo, atterrato nella capitale alle 9.10.

La minaccia era stata comunicata attraverso un messaggio di posta elettronica, facendo scattare l'intervento delle unità specializzate.

L'aereo è stato sottoposto ai controlli di sicurezza previsti in queste circostanze. Anche in questo caso le verifiche non hanno confermato la presenza di materiale esplosivo.

La vicenda ha richiamato particolare attenzione perché soltanto il giorno precedente un altro volo diretto a Sofia era stato costretto a modificare il proprio percorso per una minaccia analoga.

Falsi allarmi a Roma Fiumicino, interviene l'Aeronautica militare

La giornata di tensione ha coinvolto anche l'Italia, dove due aerei della compagnia Ryanair sono stati sottoposti a controlli all'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino.

I velivoli provenivano rispettivamente da Lisbona e Dublino. Il primo è atterrato intorno alle 9.40, mentre il secondo ha raggiunto lo scalo romano alle 10.44.

Le segnalazioni anonime sulla possibile presenza di ordigni hanno determinato l'attivazione delle procedure di emergenza. L'Aeronautica militare ha disposto anche l'intervento di caccia per accompagnare il volo proveniente da Dublino.

Dopo l'atterraggio, gli artificieri e le forze dell'ordine hanno effettuato verifiche sugli aeromobili, sui bagagli e sui passeggeri.

Le operazioni si sono concluse poco dopo mezzogiorno, senza trovare esplosivi. Non si sono registrate conseguenze per le persone a bordo.

Le due segnalazioni italiane si aggiungono quindi ai quattro episodi inizialmente segnalati negli altri Paesi europei, portando ad almeno sei i voli interessati dagli allarmi ricostruiti dalle principali agenzie internazionali nel corso della giornata.

Il precedente del 2 novembre: volo scortato dai caccia in Ungheria

La successione degli episodi è iniziata già nella giornata di lunedì 2 novembre, quando un aereo Wizz Air partito dall'aeroporto londinese di Luton e diretto a Sofia era stato costretto a deviare la propria rotta.

A causa di una minaccia di bomba, il velivolo era stato indirizzato verso Budapest, dove aveva effettuato un atterraggio precauzionale.

Durante l'avvicinamento allo scalo ungherese era intervenuto anche un caccia militare, incaricato di accompagnare l'aeromobile fino all'atterraggio.

Le autorità avevano successivamente avviato i controlli di sicurezza, senza trovare ordigni.

L'episodio aveva già provocato l'attivazione dei protocolli di emergenza, anticipando la serie di segnalazioni registrate il giorno successivo.

Indagini sulle minacce, si cerca un possibile collegamento

La concentrazione di allarmi in un periodo così ristretto ha sollevato interrogativi tra le autorità di sicurezza europee.

La situazione viene considerata insolita soprattutto per il numero di segnalazioni e per la loro distribuzione geografica, con episodi verificatisi quasi contemporaneamente in diversi Paesi.

Nonostante tutti i controlli abbiano escluso la presenza di ordigni, le minacce hanno provocato deviazioni dei voli, temporanee chiusure aeroportuali e la mobilitazione di personale specializzato.

Gli investigatori dovranno accertare chi abbia inviato le comunicazioni e se si sia trattato di iniziative indipendenti oppure di segnalazioni riconducibili a una stessa origine.