Ginevra, vertice dopo l'ennesima notte di bombe e morti. La diplomazia prova a riaprirsi un varco mentre sul terreno tornano a parlare i missili. A Ginevra è in programma il terzo round di colloqui tra Ucraina, Russia e Stati Uniti. Alla vigilia, nella notte, Mosca ha lanciato un massiccio attacco che ha colpito dodici regioni ucraine, con danni rilevanti a Odessa e alle infrastrutture energetiche. Per precauzione, la Polonia ha chiuso temporaneamente gli aeroporti di Lublino e Rzeszow. Dal Cremlino arriva l’indicazione che i negoziati inizieranno tra circa due ore e proseguiranno anche domani, senza dichiarazioni sui risultati nella giornata odierna. “A Ginevra si parlerà anche di territori”, fa sapere Mosca, mentre Kiev insiste sulla priorità delle garanzie di sicurezza.
Le parole di Donald Trump
A spingere per un’accelerazione è Donald Trump. “L’Ucraina deve sedersi al tavolo dei negoziati al più presto”, ha dichiarato ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, commentando il vertice svizzero. La pressione americana punta a tradurre in un’intesa il confronto diplomatico avviato nelle scorse settimane. La delegazione russa è guidata dal consigliere presidenziale Vladimir Medinsky, affiancato dal capo dell’intelligence militare Igor Kostyukov, con un gruppo separato sulle questioni economiche. Per Kiev è presente Rustem Umerov, insieme a esponenti della sicurezza e dell’intelligence. Per Washington partecipano gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner.
La posizione di Volodymyr Zelensky
Zelensky, intervenendo sui social, ha denunciato che l’attacco russo ha lasciato decine di migliaia di persone senza riscaldamento e acqua a Odessa e ha causato nove feriti, tra cui bambini. “Prima bisogna discutere delle garanzie di sicurezza”, è la linea del presidente ucraino, che accusa Mosca di ignorare gli sforzi di pace e di colpire deliberatamente energia e infrastrutture civili. Secondo Kiev, solo nuove sanzioni e un rafforzamento della pressione internazionale potranno indurre il Cremlino a trattare seriamente. Dall’altra parte, il portavoce Dmitry Peskov accusa l’Ucraina di “ricatto energetico” nei confronti dell’Ungheria, dopo la sospensione del transito del petrolio russo lungo il tratto ucraino dell’oleodotto Druzhba.
Il quadro europeo
In parallelo, Germania e Gran Bretagna invitano a rafforzare le capacità difensive contro un possibile attacco russo, mentre la Svezia sottolinea che l’economia di Mosca è sotto forte pressione e che un nuovo pacchetto di sanzioni europee è in arrivo. Sullo sfondo resta il processo a Mosca per l’attacco al Crocus City Hall del 2024, con richieste di ergastolo per i presunti esecutori. Il vertice di Ginevra si apre dunque in un clima di massima tensione. La diplomazia cerca uno spiraglio, ma le bombe della notte ricordano quanto il terreno resti fragile. La giornata dirà se le posizioni, ancora distanti, potranno avvicinarsi o se il conflitto continuerà a muoversi tra attacchi e dichiarazioni contrapposte.
