Nessy Guerra è stata rilasciata dopo ore di fermo a Hurghada, in Egitto, ed è rientrata nella propria abitazione insieme alla figlia di tre anni. La vicenda, seguita con forte apprensione in Italia, si è sbloccata dopo l’intervento dei vertici diplomatici italiani, mentre il caso è arrivato anche nell’Aula del Senato, dove la notizia del rilascio è stata accolta da un applauso.
Secondo la ricostruzione riferita dalle agenzie, la giovane donna originaria di Sanremo era stata prelevata nella notte dalle autorità egiziane insieme alla bambina. Il provvedimento sarebbe stato collegato all’esecuzione di un ordine relativo al diritto di visita del padre della minore, Tamer Hamouda. La difesa della donna ha però espresso da subito il timore che il fermo potesse trasformarsi in un passaggio utile a rendere esecutiva la condanna per adulterio già pronunciata nei confronti di Guerra.
Una vicenda giudiziaria ancora aperta
Il caso non nasce con il fermo di queste ore. Nessy Guerra è al centro da mesi di una complessa contesa giudiziaria e familiare in Egitto, dove è stata condannata nell’ambito di un procedimento per presunto adulterio, reato previsto dall’ordinamento egiziano. La Farnesina aveva già reso noto di seguire la vicenda attraverso l’Ambasciata d’Italia al Cairo e la rete consolare, assicurando assistenza alla connazionale e alla figlia.La condanna, secondo quanto riferito nei mesi scorsi, è stata confermata in appello dopo la decisione di primo grado pronunciata a febbraio. La pena indicata dalla difesa è di sei mesi, mentre resta pendente il ricorso davanti alla Corte di Cassazione egiziana. La donna, intanto, non può rientrare in Italia con la figlia per il divieto di espatrio imposto sulla minore, al centro della contesa con il padre.
Il ruolo della diplomazia italiana
Il rilascio dopo il fermo notturno è stato letto come il risultato di una pressione diplomatica immediata. Il dossier era già stato portato all’attenzione delle autorità egiziane dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che nei mesi scorsi aveva discusso il caso con l’omologo egiziano Badr Abdelatty, chiedendo garanzie sul rispetto dei diritti della cittadina italiana e della bambina.
Nelle scorse settimane la vicenda aveva registrato un ulteriore passaggio con il fermo di Tamer Hamouda, denunciato alla polizia egiziana dal console onorario italiano a Hurghada per minacce e tentativo di aggressione. Anche dopo quell’episodio, la difesa aveva invitato alla cautela, spiegando che la posizione di Guerra restava esposta e che l’obiettivo prioritario continuava a essere il rientro in sicurezza in Italia con la figlia.
Il nodo della bambina
Il punto più delicato resta l’affidamento della minore. A Hurghada si è già svolta un’udienza che potrebbe incidere sul futuro della bambina, anche attraverso l’ipotesi di affidamento alla nonna materna. È su questo terreno che si intrecciano diritto di famiglia, provvedimenti locali, protezione consolare e rapporti diplomatici tra Italia ed Egitto.
Il rilascio di queste ore allenta la tensione immediata, ma non chiude la vicenda. La condanna per adulterio, il ricorso ancora pendente, il divieto di espatrio della minore e la contesa sull’affidamento restano i fronti decisivi. Per Nessy Guerra e per la figlia, il ritorno a casa a Hurghada è soltanto una tregua dentro una battaglia giudiziaria e diplomatica ancora aperta.
