Ue pronta a prestito da 90 miliardi per Kiev: decisione imminente

Kallas: “Via libera nelle prossime 24 ore”. Nuovo slancio dopo il voto ungherese

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L’Unione europea accelera sul sostegno all’Ucraina: possibile ok a un prestito da 90 miliardi. Spinta anche su nuove sanzioni contro la Russia e misure contro la disinformazione.

L’Unione europea si prepara a un nuovo passo decisivo sul sostegno all’Ucraina. Nelle prossime 24 ore potrebbe arrivare il via libera a un prestito da 90 miliardi di euro, destinato a rafforzare l’economia e la capacità di resistenza di Kiev. Ad annunciarlo è stata l’Alta rappresentante per la politica estera Kaja Kallas, al termine del Consiglio Affari Esteri.

Decisione attesa entro 24 ore

“Mi aspetto una decisione positiva nelle prossime ventiquattro ore”, ha dichiarato Kallas, sottolineando come il contesto politico europeo sia cambiato dopo le elezioni in Ungheria, con un nuovo slancio sul dossier finora bloccato. Il veto del precedente governo ungherese aveva infatti rallentato lo sblocco dei fondi destinati a Kiev, creando tensioni tra gli Stati membri.

Nuove sanzioni contro la Russia

Parallelamente al sostegno finanziario, i ministri degli Esteri hanno rilanciato la linea dura nei confronti di Mosca. Sul tavolo c’è il ventesimo pacchetto di sanzioni, con l’obiettivo di colpire ulteriormente l’economia russa e le reti di supporto al conflitto. Tra le misure in discussione anche restrizioni contro gli ex combattenti russi e nuove iniziative per contrastare le campagne di disinformazione all’interno dell’Unione.

Pressioni su Moldavia e sicurezza europea

Le sanzioni già approvate sono state estese anche a soggetti ritenuti responsabili di azioni destabilizzanti in Moldavia, considerata uno dei punti più sensibili nello scenario geopolitico europeo. “Dobbiamo continuare a respingere i tentativi di destabilizzazione”, ha ribadito Kallas, evidenziando la necessità di una risposta coordinata.

Il caso della Biennale di Venezia

Nel corso della conferenza stampa, l’Alta rappresentante ha inoltre definito “moralmente sbagliato” un eventuale ritorno della Russia alla Biennale di Venezia, ricordando l’intenzione dell’Ue di interrompere i finanziamenti legati a tale partecipazione. Un segnale politico che conferma come lo scontro con Mosca resti aperto anche sul piano culturale.