Orlando inaugura un nuovo padiglione a Poggioreale

Ioia: “In altri padiglioni condizioni drammatiche”

Una novità attesa ormai da mesi ma non destinata a mutare in modo significativo le condizioni difficili del maggior istituto di pena partenopeo...

Napoli.  

 

Inaugurazione alla presenza del ministro della Giustizia Andrea Orlando, del nuovo padiglione Genova nel carcere di Poggioreale a Napoli.

Una novità attesa ormai da mesi ma non destinata a mutare in modo significativo le condizioni difficili del maggior istituto di pena partenopeo. Questo perché, ci ha spiegato Pietro Ioia, storico attivista e leader degli ex detenuti organizzati di Napoli che nei mesi scorsi ha già avuto modo di visitare il padiglione inaugurato oggi: “A Poggioreale il sovraffollamento è di circa 600 detenuti e il nuovo padiglione potrà contenerne solo 60. Va sempre bene quando si inaugura un nuovo padiglione ma non basta questo per risolvere i tanti problemi dei detenuti e delle loro famiglie”. Utile infatti ricordare che la struttura potrebbe contenere circa 1.600 persone a fronte degli oltre 2.200 ristretti che al momento ospita.

Il rischio paventato da Ioia è che, così come già avviene per prassi in tutte le carceri, la capienza regolamentare lasci il posto a quella tollerata e così “in quei 60 posti potrebbero essere stipati fino a 120 detenuti”. Ioia ha inoltre smentito la voce secondo cui le celle nel nuovo padiglione sarebbero alla stregua di camere d’albergo con zona giorno e zona notte, affermando che si tratta di un padiglione in tutto e per tutto simile a tutti gli altri.

A proposito degli altri padiglioni, Ioia ha ricordato che: “Non è sufficiente inaugurarne uno nuovo, in quanto la priorità è ristrutturare quelli già esistenti, alcuni dei quali a mio parere andrebbero abbattuti per poi essere ricostruiti. In particolare i padiglioni Milano e Salerno dove i detenuti vivono in condizioni drammatiche. Fino a nove detenuti in una cella compresi ammalati che andrebbero curati altrove, servizi igienici non degni di questo nome, docce rotte, mancanza d’acqua, insetti e pareti scrostate”.

Nel frattempo va avanti all’esterno del carcere di Poggioreale la campagna promossa da alcuni militanti di Radicali Italiani (in primis Raffaele Minieri) e dagli ex detenuti organizzati di Pietro Ioia, mirante a chiedere al sindaco de Magistris e al consiglio metropolitano della città di Napoli, l’istituzione di un garante dei detenuti per la città metropolitana di Napoli. Tale figura affiancherebbe il garante regionale e dovrebbe occuparsi esclusivamente delle carceri situate sul territorio di Napoli e provincia (Poggioreale, Secondigliano, Nisida, Pozzuoli e in futuro forse Nola) che al momento ospitano circa 3.500 detenuti.

Oggi a Poggioreale anche il ministro Orlando e solo il futuro sarà in grado di dire se i tempi di questa inaugurazione saranno meramente funzionali alla campagna elettorale o se siamo all’inizio della reale riqualificazione di una struttura ottocentesca. Struttura che obbliga anche i parenti dei detenuti a lunghe attese all’interno del carcere prima dei colloqui e a usare servizi igienici non degni di questo nome con tanto di bagno alla turca. Insomma, al di là del nuovo e tanto agognato padiglione Genova, a Poggioreale c’è ancora tanto da fare.