Imprese funebri, Carbone: "De Luca ci ha ascoltato"

La svolta dopo la protesta in Campania

Riceviamo e pubblichiamo...

Napoli.  

“Le 700 piccole e medie imprese del settore funerario in Campania riconoscono al presidente Vincenzo De Luca il merito di averle ascoltate approvando in giunta regionale le proposte volte a garantire la loro sopravvivenza con un indotto di oltre cinquemila posti di lavoro”.

E’ quanto dichiara Giuseppe Carbone, a capo del Comitato spontaneo delle oltre 300 piccolo medie imprese campane del settore funerario, che lo scorso 28 dicembre diedero vita alla marcia su Napoli dei carri funebri, e che nel frattempo si sono riunite nell’Associazione Sifa (Sviluppo Imprese Funebri Associate) per “dare voce a chi opera con onestà in un settore delicato, quale quello funerario, soprattutto in Campania”.

“Con le modifiche approvate, come la tipologia del contratto di lavoro per i dipendenti delle imprese funerarie, – conclude Carbone – oltre l’80 per cento delle imprese funebri della Campania potrà continuare a svolgere la propria attività, a dare lavoro e ad evitare monopoli che avrebbero potuto condizionare il mercato del caro estinto a discapito delle famiglie dolenti”.

Il presidente della associazione Sifa, Giuseppe Carbone, ha intanto convocato per questo pomeriggio (ore 18,30) in un albergo di Nola (Napoli) l’assemblea generale di tutti gli associati.

Da Nicola De Stefano, operatore del settore riceviamo e pubblichiamo:

"La Regione Campania ha fatto una legge nel 2013, la legge Regionale 7/2013, con la quale modificava una legge che era stata fatta nel 2001.

Questa legge del 2013 prevedeva che le imprese che volevano svolgere l'attività funebre nella regione Campania dovevano dimostrare di possedere alcuni requisiti, tra cui assumere almeno 4 dipendenti con contratto di lavoro subordinato e continuativo e che dovevano essere in possesso della qualifica, che si ottiene a seguito di un corso di formazione. Inoltre tale norma prevedeva che il Comune era obbligato a controllare almeno una volta all'anno se l'impresa rispettava tali requisiti.

Immaginate uno stravolgimento nel settore. Un settore particolare dove è sotto gli occhi di tutti che nessuno controlla niente, che le imprese utilizzano dipendenti in nero, non assunti regolarmente e che non si fattura regolarmente.

Questa nuova legge regionale costringeva le imprese a rispettare le regole, poiché il comune aveva l’obbligo di verificare e dovevano assumere dipendenti con contratto di lavoro subordinato e continuativo a tempo pieno. Facendo emergere così tutto il nero che c'è, E’ una cosa grandiosa, costringere le imprese ad assumere i dipendenti che comunque utilizzano in nero è una delle cose buone che ha fatto la Regione Campania.

Per me che sono un operatore funebre è stata una manna dal cielo. Io che lavoro nel settore da trenta anni, alle dipendenze di una impresa funebre che mi assumeva per poche ore al mese (per risparmiare i contributi) ma che mi faceva lavorare a tempo pieno e a volte anche di notte.

Così nel 2013 finalmente sono stato assunto a tempo pieno, così come giusto che sia, poiché io lavoro a tempo pieno, così come la totalità dei dipendenti delle imprese funebri della Regione Campania. Un’impresa funebre come fa a non avere dipendenti o operare solo con dipendenti a tempo parziale o a chiamata?

La Regione Campania il 27/12/2017 approva una delibera in cui conferma che le imprese funebri per esercitare devono assumere almeno 4 operatori a tempo pieno, cioè devono dimostrare al comune che hanno assunto almeno 4 dipendenti a tempo pieno per ottenere il titolo abilitativo per esercitare.

Mi avevano già avvisato che alcune imprese della provincia di Benevento stavano chiedendo di modificare tale Legge, ma non pensavo che avrebbero mai potuto trovare un politico che li assecondava cambiando la legge.

Adesso leggo con mio rammarico, che la Regione, ha cambiato la normativa, eliminando l'obbligo di assunzione a tempo pieno e inserendo la possibilità di assumere a part time, a chiamata, con vaucer ecc. Sbandierando che così si sono salvati 5000 posti di lavoro.

Ma come sia possibile? La verità è un’altra: “Si sono persi 5000 posti di lavoro.”

Voglio sapere chi impresa funebre assumerà più un dipendente a tempo pieno, visto che ha la possibilità di assumerlo a tempo parziale o addirittura a chiamata, risparmiando così i contributi e potendo evitare anche i controlli visto che è impossibile verificare un dipendente a tempo parziale o a chiamata se sta lavorando durante le ore di lavoro stabilite o meno. Io sicuramente tornerò a fare il dipendente a chiamata ufficialmente e invece dovrò lavorare nella realtà a tempo pieno.

Ma come è possibile una cosa del genere? Oggi che si parla di tutelare il dipendente con contratti a tempo pieno e invece i politici di turno, e mi piacerebbe proprio sapere chi ha appoggiato questa proposta di modifica, cambiano una norma per far licenziare tutti che sono stati assunti e far cambiare il loro contratto di lavoro in un contratto precario?

Ma come è possibile assumere un dipendente a tempo parziale o a chiamata per un impresa funebre?

E’ un bugiardo chi dice che un impresa può operare con i dipendenti a contratto a chiamata o a tempo parziale. Questi tipi di contratto non sono per l’impresa funebre che ha una caratteristica particolare, quella di operare 24 ore su 24. Certo io sarò certamente licenziato, e tra l’altro non potrò dire niente, così come tanti altri operatori funebri.

A questo punto vorrei fare personalmente un corteo di protesta verso la Regione a piedi e mi legherei ai cancelli fino a quando il politico che ha fatto questo non mi riceva e mi giustifichi il suo comportamento.

Sicuramente non sarò solo, non riuscirò a radunare i 5000 richiamati nell’articolo, ma penso che moltissimi operatori funebri saranno con me."