di Siep
Lacrime e commozione hanno accompagnato il feretro di Franco Della Corte sotto la pioggia battente. In centinaia hanno dato l’ultimo saluto alla guardia giurata, assassinata da tre minorenni all'esterno della stazione metro di Piscinola. Presenti nella chiesa dello Spirito Santo nuovo di Marano numerose autorità: il prefetto e il questore di Napoli, il vicesindaco di Napoli Raffaele Del Giudice, i commissari straordinari del Comune di Marano e il governatore della Campania Vincenzo De Luca. In chiesa i gonfaloni del Comune di Marano e Napoli, della Città Metropolitana e della Regione.
Lutto cittadino per un uomo che quella notte era al lavoro quando in tre, minorenni e incensurati, lo hanno aggredito ferocemente per provare a rubargli la pistola d’ordinanza. Tre ragazzini, reo confessi, tra i 15 e i 17 anni che adesso sono rinchiusi ai penitenziari di Nisida e Airola con l’accusa di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi futili.
La messa e’ stata officiata dal decano Ghezzi, supportato da tutti i prelati di Marano. “Ciccio è’ un martire dell’amore e la sua morte deve spingerci a fare di più, a essere migliori”, ha detto il parroco don Costantino Rubini durante l’omelia.
“Ciao Ciccio”, cosi’ invece lo hanno voluto salutare i suoi colleghi che questa mattina hanno affisso a piazza Garibaldi uno striscione. «Lo striscione indica la volontà unitaria delle guardie giurate e degli operatori Anm che lavorano in Metropolitana - spiega Giuseppe Alviti, presidente dell' Associazione Nazionale Guardie Giurate- vogliamo rendere giusto omaggio a un lavoratore onesto e buono vilmente massacrato dalla crudeltà minorile e chiediamo giustizia».
Tutti i lavoratori dei trasporti di Napoli, hanno portato in segno di lutto un nastro nero. Alle 15, treni e bus si sono fermati per ricordare ‘Ciccio’ con uno squillo di tromba. I sindacati autonomi chiedono alla Prefettura di Napoli di istituire un tavolo permanente sul Trasporto Pubblico Locale. L’Eav ha avviato una raccolta fondi da destinare alla famiglia dell’uomo ucciso.
Alla fine della funzione ha preso la parola Gennaro Galantuomo, cognato di Franco Della Corte e avvocato di famiglia: «Chi ti ha ucciso è un miserabile. Chiederemo giustizia per te e lotteremo affinché non si abbassino mai i riflettori su questa e altre analoghe vicende». Parole che hanno strappato un lunghissimo applauso.
