Morti Genova:no ai funerali di Stato.Assassini, devono pagarla

La rabbia di Torre del Greco per la morte dei quattro amici a Genova sotto il crollo del ponte

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Torre del Greco.  

 

di Siep

“Si fanno vedere e sentire quando i ponti sono già venuti giù. Si fanno sentire e vedere quando quel ponte maledetto ha ucciso i nostri figli. Sono ladri e assassini per loro contano solo i soldi”.

E’ la rabbia di Clelia la mamma di Antonio Stanzione che da voce al suo dolore, quello di una madre che perde un figlio di 29 anni.

Sognava una vita da dj Antonio. Era in auto su quel ponte diretto in Spagna, dopo un cambio di rotta. Prima la Calabria, poi la decisione del gruppo di amici di andare in Spagna. Sogni di giovanissimi spezzati, infranti, rotti. Come quel maledetto ponte venuto giù e che ha trascinato con se auto, vite, speranze sorrisi cancellando tutto e tutti. Ma i parenti ora chiedono giustizia. Hanno rinunciato ai funerali di Stato. Sventolano bandiere a mezz’asta in segno di lutto. Vessilli neri come la morte piombata nei cuori di tanti, troppi italiani. A Clelia fa eco Roberto Battiloro il padre di Giovanni, il talentuoso videomaker amato e stimato nel mondo dell’informazione nazionale.

Roberto Battiloro è il padre di Giovanni, che con Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stazione, è rimasto ucciso dalle macerie del ponte Morandi. «Non disperderò questa sofferenza - dice - Dedicherò il resto della mia vita lottando affinché simili tragedie non accadano più. Non vogliamo cerimonie-farsa. I nostri figli non sono uno strumento per le passerelle pubbliche. Ce li riportiamo dove abbiamo saputo proteggerli. È tra chi li ha amati che riceveranno l'addio».

Vogliono piangere in privato i parenti dei quattro ragazzi. Non vogliono ricevere le visite e condoglianze delle massime cariche dello Stato.

Oggi i funerali nella città del Corallo, per dare l’ultimo saluto ai quattro amici che in una vacanza un viaggio di spensierata allegria hanno trovato la morte.