Dramma casa. Nunzia,sfrattata con il figlio malato di leucemia

Storia di una giovane vedova con tre figli, una delle tante vittime dell'emergenza abitativa

Nel solo capoluogo partenopeo il numero annuo di sfratti è tra i più alti rispetto alla media italiana (tra i 3.500 e i 5.000 l’anno).

Napoli.  

L'emergenza casa a Napoli si fa sempre più forte e drammatica. Il 2019 comincia con un picchetto contro lo sfratto di Nunzia Vitolo, giovane vedova che vive sola con tre figli minorenni di cui uno ammalato di leucemia.

Questa mattina il sit in insieme agli attivisti di “Magnammece 'o pesone”, il collettivo che da anni si batte per il diritto all'abitare, e dello sportello casa “Sgarrupato”, con il comitato di quartiere di Montesanto.

Dopo diversi tentativi l'ufficiale giudiziario ha bussato nuovamente alla porta di Nunzia. L'appartamento è stato pignorato e messo all'asta dopo che la donna ha smesso di pagare il mutuo perché senza lavoro e con un bambino malato di cui prendersi cura dal 2014, costretto a sottoporsi a frequenti interventi al midollo.

“Le Istituzioni devono intervenire - è l'appello di Nunzia - la casa è un diritto fondamentale e non possiamo finire in strada proprio mentre mio figlio combatte per il suo diritto ad avere un futuro". (vedi l'intervista realizzata per La Linea, il programma di inchiesta e approfondimento del Canale 696 in onda tutti i venerdi alle 22,00)

La storia di Nunzia è la storia di tanti altri che in questo tempo sono costretti a fare i conti con crisi sociale e speculazione immobiliare in una città con una conclamata emergenza abitativa come Napoli. La sua è una condizione particolarmente difficile che chiede un immediato sostegno nel deserto di politiche abitative di Napoli e della nostra Regione. Nel solo capoluogo partenopeo il numero annuo di sfratti è tra i più alti rispetto alla media italiana (tra i 3.500 e i 5.000 l’anno).

Per il momento la battaglia di Nunzia ha prodotto un piccolo risultato. Il sit in si è concluso con un rinvio di due mesi dello sfratto. Nel frattempo gli attivisti auspicano che il Comune riesca a trovare per questa madre una sistemazione alternativa.

Per Napoli l'emergenza abitativa è una bomba pronta ad esplodere. Dagli alloggi popolari di Ponticelli gestiti dalla camorra, alle case del centro storico sgomberate per morosità incolpevole. Via i poveri dentro i turisti. La fame di abitazioni genera tensione sociale e scontri. L'emergenza negli ultimi anni è cresciuta di pari passo con la crisi economica, e la carenza di alloggi ha generato enormi sacche di illegalità e speculazioni.

Da un lato migliaia di sfratti pendenti per morosità incolpevole: la gente non ce la fa a pagare il fitto o il mutuo e viene buttata fuori. Molti hanno deciso di occupare interi stabili del centro storico, (vedi le esperienze di Piazza Miraglia, il Cross e tanti altri) palazzi pubblici abbandonati perlopiù, che riescono a offrire un tetto, un condominio, una famiglia, a tante persone, spesso portatrici di storie di violenza, disagi psichici, o semplicemente solitudini che in questi luoghi si incontrano e trovano un senso nello stare insieme a prendersi cura di uno spazio comune. Nel frattempo le vecchie case sgomberate diventano bed e breakfast per turisti. Napoli è la città europea con il più alto tasso di crescita di alloggi destinati al circuito rb&b.

Dalla periferia al centro storico il dramma casa è identico, ma viene declinato in altri modi. Nel centro della città la camorra spa investe nel settore immobiliare, compra direttamente dalle aste fallimentari. E quando non è la camorra sono le grandi holding private che hanno fiutato l'affare e trasformeranno l'ennesimo scantinato in un accattivante alloggio vacanze.

“La vergogna e` che tra il sostengo al contributo dei fitti e i fondi per le morosita` passano tempi biblici per l’ottenimento delle risorse, che in realtà non arrivano quasi mai a destinazione. Il problema andrebbe risolto all’origine” spiega Alfonso De Vito del comitato Magnammece 'O Pesone.

Ma in un paese in perenne campagna elettorale affrontare il problema casa forse non conviene in termini di consenso popolare. Fino a quando qualcuno però non si fa saltare in aria come è accaduto a metà settembre a Montesanto. Davanti alla prospettiva di ritrovarsi con la madre e la sorella in mezzo a una strada, Antonio decise di far esplodere la casa con la bombola del gas. La madre morì sul colpo.

Quel gesto di inaudita violenza è figlio della disperazione che in tanti stanno vivendo in questo momento nel centro storico di Napoli. Famiglie in difficoltà costrette a lasciare l'unico tetto che hanno perché non possono pagare. E allora, prima che qualcun'altro decida di farsi saltare in aria, forse è arrivato il momento di mettere il tema in agenda, alla voce “priorità assoluta”.