Ospedali al collasso: "Non venite al pronto soccorso"

Appello congiunto dei direttori di Cardarelli e Santobono: prima rivolgetevi ai medici di famiglia

I dati ci dicono che al Cardarelli si registra il 70 % circa di accessi impropri, e al Santobono si arriva all’80%. Questo significa che su 100.000 pazienti addirittura 80.000 non si sarebbero dovuti rivolgere al pronto soccorso

Napoli.  

Gli ospedali napoletani sono al collasso. In questi giorni si sono riviste le barelle in corsia al Cardarelli dove il pronto soccorso è letteralmente stato preso d'assalto da centinaia di cittadini colpiti dall'influenza, mentre al Santobono è dovuta arrivare addirittura la polizia in pediatria d'urgenza. Gli agenti sono stati allertati da un genitore dopo che nella stanza è stata sistemata la sesta culla aggiunta. Il reparto è pieno e anche il pronto soccorso pediatrico è andato in tilt: oltre 1500 casi in una settimana.

Una situazione esplosiva che ha costretto i dirigenti a lanciare un appello: non venite in ospedale se non in caso di reale necessità. Perché, purtroppo, i dati ci dicono che nella maggior parte dei casi si tratta di accessi impropri. 

In un comunicato congiunto Annamaria Minicucci (Santobono) e Ciro Verdoliva (Cardarelli) avvertono: «In Campania c’è ancora un eccessivo ricorso all’ospedale, mentre è bene che per l’assistenza sul territorio si faccia riferimento alla medicina generale, alla pediatria di famiglia e alla continuità assistenziale. I dati ci dicono che al Cardarelli si registra il 70 % circa di accessi impropri, e al Santobono si arriva all’80%. Questo significa che su 100.000 pazienti addirittura 80.000 non si sarebbero dovuti rivolgere al pronto soccorso. Al di là dell’ovvia considerazione sull’appropriatezza del ricorso all’ospedale, c’è da dire che affollare impropriamente un Dea di II livello significa mettere a rischio la salute di chi realmente vede la propria vita in bilico. In questo senso abbiamo molto apprezzato, e ringraziamo, i medici di famiglia affinché i pazienti si rivolgano, sempre più, agli studi sul territorio».

In sostanza il messaggio è questo: rivolgetevi ai medici di famiglia e ai pediatri, che sono anelli fondamentali della rete complessiva di assistenza. Soltanto due giorni fa avevano lanciato a loro volta un appello alla popolazione, affinché cerchino di adottare comportamenti responsabili, evitando così di intasare ancor più i pronto soccorso. Inoltre il picco influenzale non è ancora rrivato, dicono gli esperti, e di questo passo si rischia di mandare in tilt l'intero sistema assistenzaiale della Regione. Prima di andare in pronto soccorso, a meno che non si tratti di una vera e propria emergenza, è sempre meglio chiedere consiglio al proprio medico. Anche perché, andare in ospedale quando non è strettamente necessario espone anche al rischio di aumentare il contagio influenzale. Non solo. Per tamponare l'emergenza Cardarelli e Santobono stanno bloccando l'attività di elezione, cioè interventi e ricoveri programmati, che non possono saltare.