Sanità al collasso, medici e dirigenti campani in assemblea

Protesta a Napoli al San Giovanni Bosco

Al Loreto Mare, al San Paolo, al Pellegrini e al San Giovanni Bosco, che compongono la rete dell'emergenza della Asl Napoli 1, degrado assistenziale e disagio lavorativo sono ormai da troppo tempo oltre il livello di guardia...

Napoli.  

Manifestazione di protesta stamane a Napoli contro Governo e Regione, nell'aula della direzione sanitaria del presidio Doganella.

Una situazione diventata esplosiva ormai dopo le ultime vicende che hanno riguardato il San Giovanni Bosco e non solo. Scende in campo il sindacato Anaao con il suo leader Vincenzo Bencivenga e il vice Bruno Zuccarelli. 

«Abbiamo scelto il San Giovanni Bosco perché in questo momento è il simbolo della sanità che non siamo e non vogliamo, perché vogliamo che tutti i dirigenti che rappresentiamo e gli utenti possano avere ospedali sicuri. Burocrazia asfissiante, turni massacranti, ogni anno almeno 15 milioni di ore di lavoro eccedenti il dovuto contrattuale, tutti i week end passati a coprire reperibilità e turni di guardia con estenuanti trattative per conquistare le ferie a fronte dello stillicidio di aggressioni verbali e fisiche all'ordine del giorno negli ospedali di chi vede nel camice bianco il responsabile di tutti i disagi vissuti.

Oltre alla solidarietà di facciata e a un attivismo burocratico inutile, di iniziative concrete per l'attuazione dei piani per la sicurezza sul lavoro da parte delle Asl e per rendere razionale l'offerta assistenziale, non se ne vedono.

Per far fronte alla carenza dei medici, ormai pesante realtà in molte Regioni del Paese, è necessario correggere la rotta della programmazione della formazione specialistica, aumentando il numero dei contratti di formazione per sopperire alla mancanza di 16.500 specialisti entro il 2025. E cancellare insopportabili vincoli di spesa per garantire almeno il turnover."