Coraggio, intelligenza, cuore e zuppa di cozze

Stasera il Napoli si gioca la qualificazione contro l’Arsenal. La città tra tradizione e sogno

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Napoli.  

Il giovedì santo per Napoli è un giorno particolare. Le case, i ristoranti e le pescherie vanno in fermento. Per i partenopei il giovedì di Pasqua non è santo senza la zuppa di cozze. Ricetta antica che dovrebbe risalire a Ferdinando I di Borbone amante delle cozze e dei gusti popolari. Come spesso accade per i piatti tipici napoletani, questa pietanza mischia con naturalezza la nobiltà e la popolarità. Il pane raffermo, le cozze, che per i più poveri venivano sostituite dalle lumache e nel tempo il polipo, si mischino a ‘o russ’ salsina di olio e peperoncino. In un solo piatto il miracolo di una città sempre capace nel fare vivere insieme e mischiare miseria e nobiltà. 

Stasera però non è un giovedì santo normale, c’è una sfida storica per il Napoli del pallone, un quarto di finale di UEFA League che potrebbe diventare un sogno che si avvera. E l’allenatore azzurro Ancelotti ha detto che serviranno “coraggio, intelligenza e cuore”.

Stasera tutta Napoli sarà pronta a mangiare la zuppa di cozze e a pregare per far avverare quel miracolo sportivo di battere i ricchi e forti gunners londinesi scesi al San Paolo forti della vittoria all’andata. 

Un miracolo che già si avverò, proprio si quarti di uefa. Era l’89 e gli avversari erano gli odiati bianconeri di Torino.

Stasera la città si fermerà, tra una piatto che mischia e amalgama gli opposti e una partita che ha l’ennesimo sapore di riscatto. 

In una serata come questa serviranno “coraggio, intelligenza, cuore” e zuppa di cozze.