Trasporti, l'abisso di Napoli: offerta 8 volte inferiore alle città europee

Il rapporto "Mind the Gap" di Clean Cities boccia Napoli e il Sud

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Napoli.  

 

Non è solo una percezione dei pendolari campani: il trasporto pubblico a Napoli e nelle grandi città del Centro-Sud vive una condizione di isolamento strutturale rispetto agli standard europei. Secondo l'ultimo rapporto «Mind the Gap» di Clean Cities, il divario tra il capoluogo partenopeo e le "best practice" continentali come Varsavia, Madrid o Praga è diventato drammatico, con un rapporto di 1 a 8 sia nell'offerta di mezzi che nell'effettivo utilizzo da parte dei cittadini.

I numeri della crisi: Napoli ferma a 2.000 posti/km

L'analisi mette a nudo la fragilità della mobilità urbana all'ombra del Vesuvio. Mentre la media europea supera i 10.000 posti/km pro capite, Napoli si ferma a quota 2.000, un dato cinque volte inferiore a quello di Milano e dieci volte più basso rispetto a Varsavia.

Il risultato è un circolo vizioso: la scarsità di mezzi e la bassa frequenza spingono i cittadini verso l'auto privata, alimentando traffico e inquinamento. In Campania, solo un napoletano su tre si dichiara soddisfatto del servizio, evidenziando criticità croniche su frequenza, affidabilità e sicurezza.

La spaccatura territoriale: il "muro" del Centro-Sud

Il report di Clean Cities evidenzia come l'Italia viaggi a tre velocità diverse. Milano è l'unica realtà che sfiora i parametri europei. Nel Centro-Nord un'offerta media di circa 5.000 posti/km, nel centro-Sud e Napoli la dotazione infrastrutturale crolla. Il dato sull'utilizzo è impietoso: per ogni utente che sale su un bus o una metro a Napoli, ce ne sono otto a Parigi o Praga. Nelle altre province campane e del Sud, la situazione peggiora ulteriormente, con Reggio Calabria e Messina che scendono a soli 1.000 posti/km pro capite.

L'ultima chiamata del PNRR: 4 miliardi per Napoli

Il 2026 rappresenta l'anno della verità. Per Napoli sono stati attivati progetti legati al PNRR per circa 3,9 miliardi di euro, di cui una fetta consistente (il 28%) è destinata proprio a infrastrutture e trasporti. I progetti simbolo includono il completamento di tratte chiave della Metropolitana, il rinnovo della flotta con autobus elettrici, il potenziamento delle linee ferroviarie regionali gestite da EAV. Tuttavia, gli esperti avvertono: i 3,6 miliardi stanziati a livello nazionale per il trasporto rapido di massa sono una goccia nel mare rispetto a un fabbisogno stimato di 40 miliardi.

"Senza un aumento strutturale del Fondo Nazionale Trasporti di almeno 1,2 miliardi l'anno," avverte Clean Cities, "il rischio è che le nuove opere finanziate dal PNRR restino cattedrali nel deserto per mancanza di fondi destinati alla gestione ordinaria e al personale."