Prosegue l’azione di contrasto allo smaltimento illecito dei rifiuti nella Terra dei Fuochi. Un’operazione dei Carabinieri, coordinata dalla Procura di Napoli Nord, ha portato all’individuazione di sei aziende del settore tessile che avrebbero smaltito illegalmente nelle campagne gli scarti della produzione. Le attività coinvolte sono localizzate tra Sant’Arpino, in provincia di Caserta, e i comuni napoletani di Grumo Nevano e Frattaminore, territori già ad alto rischio ambientale.
A commentare l’operazione è il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che parla di un risultato incoraggiante. “È un risultato positivo che ci conferma che siamo sulla buona strada. È stato fatto tanto, ma continueremo a lavorare con lo stesso impegno”, ha dichiarato, ringraziando la Procura della Repubblica di Napoli Nord per il tempestivo intervento.
Il prefetto ha ribadito che la lotta agli illeciti ambientali proseguirà senza sosta, sottolineando il ruolo centrale delle Prefetture di Napoli e Caserta, impegnate in un costante coordinamento delle forze di polizia sul territorio. Un’attività resa possibile anche grazie alla control room, che consente di avere una “fotografia aggiornata e dettagliata” di quanto accade, in particolare nelle aree più periferiche e maggiormente esposte al rischio di sversamenti illegali.
Secondo di Bari, il coordinamento istituzionale è frutto di una intensa azione governativa, che ha visto il coinvolgimento diretto del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, impegnati nel rafforzamento delle strategie di contrasto ai reati ambientali.
“L’obiettivo – ha spiegato il prefetto di Napoli – è intercettare i rifiuti nel momento in cui sono destinati allo smaltimento”. Se da un lato è fondamentale rimuovere quelli già abbandonati, dall’altro è indispensabile impedire che nuovi rifiuti si accumulino, contrastando chi si affida a filiere illegali invece di rivolgersi a operatori ambientali autorizzati.
“I numeri ci dicono che siamo sulla strada giusta – ha concluso Michele di Bari – ma questo non ci farà arretrare neanche di un centimetro”. Un’azione di controllo che, ha annunciato il prefetto, diventerà ancora più serrata con l’arrivo della primavera, periodo in cui storicamente aumenta il rischio di roghi e sversamenti illegali nella Terra dei Fuochi.
