Napoli Centrale, addio alla mensa Meridiana: parte lo stato di agitazione

Sindacati dal Prefetto per salvare 15 posti di lavoro e un presidio storico

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Napoli.  

Non c’è pace per il quadrante ferroviario di Napoli. Mentre sul fronte Bagnoli la tensione resta altissima, si apre un nuovo focolaio di crisi a Napoli Centrale. Al centro della contesa c'è la storica mensa ferroviaria "Meridiana" di Corso Lucci, di cui è stata annunciata la chiusura definitiva per il prossimo 28 febbraio.

L'affondo della FILT CGIL: "Atto inaccettabile"

Il Segretario Generale della FILT CGIL Campania, Angelo Lustro, ha definito la decisione di RFI un "atto grave e inaccettabile", sottolineando come la chiusura non colpisca solo i 15 lavoratori della struttura, ma l'intera comunità. "La mensa non è solo un servizio, è un simbolo di inclusione e dignità che da oltre 60 anni serve ferrovieri, studenti e cittadini," ha dichiarato Lustro. "Non ci fermeremo finché questa scelta miope non sarà ritirata".

Mobilitazione generale e procedure di raffreddamento

In un documento unitario inviato oggi, 9 febbraio 2026, alla Prefettura di Napoli , le sigle sindacali (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Ugl Ferrovieri, Fast Mobilità e Orsa) hanno richiesto un incontro urgente per scongiurare la cessazione delle attività. Contestualmente, è stato proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale del Gruppo Ferrovie dello Stato della Campania, con l'attivazione delle procedure di raffreddamento previste dalla legge 146/90.

Un presidio sociale da 300 pasti al giorno

I numeri della mensa Meridiana raccontano una realtà che va oltre la semplice ristorazione aziendale: Oltre 60 anni di attività sul territorio. 300 pasti caldi erogati quotidianamente a prezzi calmierati. Utenza diversificata: non solo ferrovieri, ma anche turisti, lavoratori esterni e persone in difficoltà.

Nonostante il forte risalto mediatico e le prime proteste, i sindacati denunciano la totale chiusura da parte di RFI S.p.A., che finora non ha mostrato aperture concrete. La palla passa ora al Prefetto, chiamato a mediare una vertenza che mette a nudo, ancora una volta, le fragilità sociali di una città in perenne bilico tra grandi eventi e servizi essenziali.