Ospedale del Mare: il racket delle barelle affittate a 40 euro l'ora

Una denuncia rivela un sistema di estorsione ai danni dei malati

ospedale del mare il racket delle barelle affittate a 40 euro l ora
Napoli.  

 

La saturazione del Pronto Soccorso dell’Ospedale del Mare di Napoli sta alimentando un fenomeno di mercato parallelo che incide direttamente sulle tasche degli utenti. Diverse testimonianze hanno portato alla luce una dinamica ricorrente: la carenza di supporti ospedalieri per i pazienti in arrivo tramite ambulanza verrebbe colmata da operatori privati che offrono lettighe a noleggio con tariffe che oscillano tra i 30 e i 40 euro l’ora. In un caso specifico, la sosta notturna di una paziente novantenne è costata alla famiglia circa 400 euro, pagati per evitare che la donna rimanesse priva di una postazione orizzontale durante l’attesa del ricovero .A riferirlo è il Corriere del Mezzogiorno che riporta la denuncia della nuora di una paziente mentre in ospedale si sono anche recati i Nas.

Il nodo dello "sbarellamento" e il blocco dei soccorsi

Il problema si inserisce in un contesto di criticità strutturale più ampio, già segnalato dai vertici del 118. Il meccanismo critico risiede nel mancato "sbarellamento": quando i mezzi di soccorso arrivano in ospedale, l'assenza di lettighe interne libere costringe i pazienti a restare su quelle dell’ambulanza. Questo processo non solo blocca i mezzi di soccorso, rendendoli indisponibili per altre chiamate in città, ma crea lo spazio operativo per soggetti esterni che propongono l'affitto di attrezzature proprie. La presenza di questi operatori all'esterno del nosocomio di Ponticelli, con tanto di distribuzione di contatti diretti, delinea un sistema che sembra sfruttare le lacune logistiche del presidio pubblico.

La direzione generale dell’Asl Napoli 1 ha precisato che la questione non riguarda il numero complessivo di barelle in dotazione, quanto piuttosto la volumetria degli spazi disponibili. L’Ospedale del Mare si trova infatti a gestire un carico di utenza superiore alla capacità progettuale, aggravato dalla chiusura di altri Pronto Soccorso nell’area vesuviana e del Loreto Mare. Mentre la direzione assicura un incremento della vigilanza e la creazione di nuove aree di stazionamento per decongestionare i flussi, le ispezioni dei Nas hanno iniziato a verificare la regolarità delle procedure interne.

Prospettive e gestione dell'indotto irregolare

L'analisi del fenomeno evidenzia una discrasia tra l'efficienza tecnologica della struttura e la sua gestione operativa in situazioni di picco. Se da un lato il sovraffollamento è influenzato anche da accessi impropri, dall'altro le inefficienze nella rotazione dei presidi sanitari hanno generato un indotto economico irregolare. La sfida per la sanità campana resta quella di blindare i percorsi di assistenza, impedendo che le carenze organizzative si trasformino in una voce di spesa impropria per i cittadini che usufruiscono della rete di emergenza. 

Una vicenda "sconcertante" che "se non fosse tragica sarebbe degna di una commedia all'italiana", denunciano Gennaro Sangiuliano capogruppo di Fdi alla Regione Campania e il consigliere Raffaele Maria Pisacane, segretario della commissione sanità.