Non solo scuole aperte nel pomeriggio, ma un vero e proprio modello integrato che coinvolga istituzioni, terzo settore, chiesa e mondo dell’associazionismo. È questa la strategia illustrata dal prefetto di Napoli, Michele Di Bari, a margine della cerimonia di consegna del palazzo dell’ex Pretura alla Guardia di Finanza.
L’intervento del prefetto arriva dopo la proposta emersa nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunitosi a San Giovanni a Teduccio, sull’ipotesi di prolungare l’orario scolastico per sottrarre i giovani alla strada e ai contesti di rischio.
“Per contrastare la criminalità non ho parlato solo di scuole aperte – ha spiegato Di Bari – ma di un modello che coniughi attività extracurriculari attraverso l’associazionismo, la chiesa locale e un progetto con una visione sociale complessiva. Tutti i soggetti devono essere coinvolti: terzo settore, scuole e istituzioni”.
Il prefetto ha sottolineato anche il confronto istituzionale già avviato sul tema: “Ne ho parlato ieri con il presidente della Regione Campania Roberto Fico e ho illustrato l’idea di un progetto che fornisca risposte sociali strutturate sul territorio”.
Un modello che si inserisce in un percorso già avviato: “Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara aveva già avviato progetti di prolungamento dell’orario scolastico in quell’area. C’è un fermento positivo che vogliamo rafforzare e completare”.
L’obiettivo, secondo Di Bari, è costruire una rete stabile tra istituzioni locali, Regione Campania, Comune di Napoli, municipalità, parrocchie e mondo del volontariato: “Serve un progetto complessivo che metta insieme tutte le energie sociali del territorio”.
Un approccio che punta a trasformare la scuola e il tessuto sociale in presìdi permanenti di legalità, prevenzione e inclusione, soprattutto nelle aree più fragili della città.
