Un nuovo rifugio per le donne vittime di violenza nel Comune di Napoli. Un luogo dove trovare accoglienza, supporto e sostegno: nasce "Casa Partenope" in un bene confiscato alla criminalità organizzata. In questo modo si restituisce alla cittadinanza uno spazio, che si trasforma in un ambiente di rigenerazione e rinascita per le donne che scappano dalla violenza.
L'inaugurazione è avvenuta alla presenza dell'Assessore alla Polizia municipale e alla Legalità del Comune di Napoli Antonio De Iesu e della Presidente del Consiglio comunale Enza Amato. La casa rifugio è dedicata alla sirena Partenope che con la sua morte leggendaria diede vita alla Città.
Il bene è parte di una vasta azione di restituzione alla collettività del patrimonio sottratto alla criminalità organizzata per il riutilizzo sociale, avviata dall'Amministrazione comunale.
Una casa rifugio per le donne vittime di violenza
L'obiettivo di Casa Partenope è quello di essere un luogo che offra alle donne vittime di violenza accoglienza, supporto psicologico e legale, avviamento al lavoro e reinserimento nella società. Il bene è stato confiscato nel 2013 ad un esponente del clan Giuliano ed è stato assegnato alla Cooperativa sociale PRODOOS, che ha sottoscritto una convenzione con il Comune di Napoli, avviando i lavori.
«Una casa per accogliere donne e bambini che subiscono violenza, restituendogli il diritto ad un luogo sicuro in cui vivere e crescere», ha detto Raffaella Ruocco di PRODOOS. «Tutto questo in un bene confiscato alla criminalità che dà al servizio un valore sociale ancora più grande. Casa Partenope è una casa per donne maltrattate ad indirizzo segreto che arricchisce la rete territoriale antiviolenza sul territorio. Lavoreremo in rete, con i Servizi Sociali, le Forze dell’Ordine, i CAV territoriali perché riteniamo che la rete sia il metodo che favorisce una presa in carico integrata della donna e che questo meglio risponda al suo percorso di fuoriuscita dalla violenza».
I progetti del Comune di Napoli
Questo si inserisce in uno dei progetti di riutilizzo sociale dei beni confiscati che è stato dedicato alle donne vittime di violenza.
Ad oggi, sono state realizzate 3 case rifugio per donne vittime di violenza, 2 case di accoglienza per donne vittime di tratta e richiedenti asilo, 5 case di semiautonomia per donne fuoriuscite dalla violenza, 1 hub dei servizi e delle culture, percorsi formativi di avviamento al lavoro, 1 bistrot solidale e 1 orto giardino solidale.
È in fase di studio, un analogo progetto rivolto alle persone vittime di discriminazioni sessuali.
Le parole dell'Assessore De Iesu su Casa Partenope
L'Assessore alla Polizia Municipale e alla Legalità, Antonio De Iesu, ha evidenziato l'importanza di una nuova restituzione alla cittadinanza di un bene sottratto alla criminalità e riutilizzato per finalità pubbliche. «Un particolare grazie e apprezzamento al Servizio Beni confiscati, voluto da questa Amministrazione, che, guidato dall'Architetta Nunzia Ragosta, ha avviato una concreta opera di valorizzazione dei beni e, con grandissimo impegno e dedizione, pur tra mille difficoltà, sta dando attuazione a ciò che era solo un'idea».
