Napoli, Maurizio Estate: 33 anni fa il brutale assassinio

Capodanno: "Un esempio anche per tanti giovani oggi allo sband"

napoli maurizio estate 33 anni fa il brutale assassinio

Per non dimenticare...

Napoli.  

 

Il 17 maggio prossimo cadrà il trentatreesimo anniversario del brutale assassinio di Maurizio Estate, vittima innocente della criminalità, medaglia d'oro al valore civile, spirato tra le braccia del padre, dopo che gli avevano sparato per essere intervenuto, poco prima, sventando uno scippo ai danni di un passante - ricorda Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari –. Il grave fatto di sangue avvenne il 17 maggio 1993, a Napoli, al largo Vetriera a Chiaia, oggi largo Maurizio Estate, dove una lapide ricorda la nobile figura di questo giovane che ancora oggi rappresenta un fulgido esempio, per tanti giovani, di altruismo e di amore per il prossimo.

 

Negli anni scorsi, in occasione della commemorazione, sono stati presenti anche gli alunni di una scuola media statale che ha assunto Maurizio Estate come simbolo di eroismo, realizzando pure un filmato dove si descrive la vita della giovane vittima della criminalità - continua Capodanno -. In occasione della commemorazione del 17 maggio 2005, il primo cittadino del capoluogo partenopeo, nel ricordare il giovane, che, quando fu ucciso, aveva appena 23 anni e stava per convolare a nozze, nel corso dell’intitolazione di una piazza a Scampia, lo paragonò a Nicola Calipari, il funzionario del Sismi che si gettò su Giuliana Sgrena per difenderla.

 

Leggendo la lapide dedicata a Maurizio – sottolinea Capodanno - vengono in mente le parole del fratello: “Spero che questa lapide sia di monito per i giovani, altrimenti ci piegheremo alla barbarie. Ricordare è importante, una città senza memoria non ha futuro. È facile andare via, il difficile è vivere qui a Napoli. Ma non possiamo andarcene. Dobbiamo sperare ed essere sempre di più a farlo.

Parole di grande attualità - puntualizza Capodanno - segnatamente in un periodo nel quale nel capoluogo partenopeo si assiste, con sgomento ma anche con tanta rabbia, al susseguirsi di tanti gravi episodi di delinquenza, che sovente vedono protagonisti pure minorenni che escono di casa armati di coltelli, pronti a sferrare coltellate nei confronti di coetanei in circostanze banali, come uno sguardo in più a una ragazza".