Può essere interessante per i cinesi uno studio su Jean Bodin?
Certamente. Uno studio su Jean Bodin è di grande interesse per il mondo accademico e politico cinese per via di impressionanti analogie concettuali tra il suo pensiero e la storia cinese, con particolare riferimento alla teoria della sovranità e alle diverse confessioni religiose tra loro in dialogo.
Può soffermarsi su queste sue affermazioni?
Così come Bodin teorizzò la sovranità assoluta, indivisibile e perpetua per salvare la Francia dalle sanguinose guerre di religione, la Cina ha storicamente un culto millenario per l'unità e la stabilità statale. La sovranità forte e centralizzata di Bodin, vista come argine al caos, risuona fortemente con il concetto cinese di "grande unità" (Dayitong) e con la necessità di prevenire disordini sociali.
Il dialogo interreligioso come strumento politico è, quindi, l'aspetto più affascinante del pensiero di Bodin, con il Colloquium Heptaplomeres.
In questo testo Bodin immagina un dialogo pacifico tra sette rappresentanti di fedi diverse.
Un metodo che consentì a Bodin di superare le guerre dogmatiche focalizzandosi su un fondamento razionale ed etico comune, piuttosto che sulle differenze teologiche.
Questo approccio si sposa perfettamente con la mentalità cinese, storicamente incline all'armonia, al sincretismo e alla coesistenza non conflittuale tra diverse visioni filosofico-religiose. Nel sistema di Bodin, il sovrano deve impedire che le dispute religiose distruggano l'ordine pubblico, ponendo lo Stato al di sopra delle singole fazioni.
Questo principio è estremamente affine alla filosofia di governo cinese, dove le istituzioni statali mantengono una sovranità assoluta e regolano le confessioni religiose in un'ottica di armonia sociale, stabilità e lealtà nazionale.Questo legame tra sovranità statale, potere centralizzato e pluralità religiosa è un nodo centrale nella moderna teoria politica.
