Ventuno giorni di prognosi e un trauma che riaccende i riflettori sulla sicurezza del personale sanitario negli ospedali di frontiera. È il bilancio della violenta aggressione consumatasi nella serata di ieri, 8 luglio, all'interno del Pronto Soccorso dell'Azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli. Vittima una giovane operatrice sociosanitaria (Oss) in servizio presso l’unità di Radiologia generale, assalita da un paziente mentre accompagnava un altro degente nell’area radiologica.
L'episodio rappresenta la prima aggressione fisica del 2026 all'interno dell'area di emergenza-urgenza del nosocomio partenopeo, un dato che interrompe una tregua apparente durata sei mesi, durante i quali si erano comunque registrati otto casi di intemperanza verbale grave che avevano richiesto il tempestivo intervento delle forze dell'ordine.
La dinamica e i precedenti del paziente
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e dalla direzione sanitaria, l'aggressore è un uomo affetto da disturbi del comportamento e legati alle dipendenze. Il soggetto era giunto al Cardarelli lo scorso 7 luglio a bordo di un'ambulanza del 118, a causa di gravi ustioni di secondo e terzo grado agli arti inferiori.
Dopo aver ricevuto una consulenza specialistica in chirurgia plastica ricostruttiva, l'uomo era in attesa del trasferimento in reparto. Tuttavia, nella giornata di ieri, si era allontanato arbitrariamente dalla struttura, per poi essere rintracciato e nuovamente trasportato al Pronto Soccorso dal 118 nel tardo pomeriggio, in stato fortemente confusionale e agitato. È in questo frangente che la condotta ostile dell'uomo è sfociata nella violenza fisica contro l'operatrice. Solo la prontezza dei colleghi della donna e delle guardie giurate in servizio nel padiglione ha evitato conseguenze ancora più drammatiche.
Scattano i protocolli di tutela: la posizione della Direzione generale
Questa mattina il Direttore Generale del Cardarelli, Antonio d'Amore, ha ricevuto ufficialmente la giovane dipendente per esprimerle la solidarietà dell'intera azienda e attivare le procedure di tutela interna.
"Abbiamo sùbito attivato il nostro protocollo anti-aggressioni", ha dichiarato il DG d'Amore. "Questa procedura prevede che sia direttamente l'ospedale ad avviare l'iter legale e amministrativo, sollevando il dipendente dal carico emotivo e burocratico della denuncia. Offriamo inoltre un supporto psicologico immediato, un sistema già collaudato negli ultimi due anni che ha protetto e preso in carico diversi nostri operatori".
Dal punto di vista giudiziario, gli agenti di Polizia di Stato intervenuti sul posto hanno già formalizzato il verbale di denuncia a carico del paziente. L'uomo, nonostante l'azione penale pendente, resta al momento piantonato o comunque ricoverato presso l'ospedale per ricevere le cure necessarie al trattamento delle ustioni da parte dell'unità di Chirurgia Plastica, prima che l'autorità giudiziaria definisca i provvedimenti cautelari o restrittivi.
