Capri saluta Peppino Di Capri, folla ai funerali in Piazzetta

Rose gialle, Bach e l’abbraccio dell’isola. In chiesa anche Aurelio De Laurentiis

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La cerimonia nella chiesa di Santo Stefano, gremita per l’ultimo saluto al cantante. Il feretro accompagnato dai figli, maxischermo in Piazzetta e lutto cittadino dalle 17

Capri.  

Capri si è fermata per salutare Peppino Di Capri. La cerimonia funebre è iniziata nella gremita chiesa di Santo Stefano, l’ex cattedrale affacciata sulla Piazzetta, cuore dell’isola alla quale il cantante aveva legato il proprio nome, la propria musica e una parte decisiva della sua identità artistica.

Il feretro in legno chiaro, ricoperto da rose gialle, ha fatto ingresso in chiesa accompagnato dai figli dell’artista. Ad accoglierlo sono state le note dell’“Aria sulla quarta corda” di Johann Sebastian Bach, in un’atmosfera raccolta, interrotta soltanto dalla commozione dei presenti. Tra i primi banchi era seduto anche il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, arrivato sull’isola per rendere omaggio all’amico e all’interprete che aveva raccontato Napoli e il Sud attraverso melodie diventate patrimonio popolare.

L’abbraccio della Piazzetta

La chiesa non è riuscita a contenere tutte le persone giunte per l’ultimo saluto. Un maxischermo è stato allestito nella Piazzetta per permettere a cittadini, turisti e ammiratori di seguire la funzione. Gli altoparlanti hanno diffuso a volume discreto le canzoni dell’artista, trasformando il centro dell’isola in un grande spazio di memoria collettiva.

I bar della piazza hanno ritirato sedie e tavolini e interrotto l’attività in segno di rispetto. Prima dei funerali, il feretro era stato accolto da applausi e cori al suo arrivo davanti al Municipio, dove nella sala consiliare era stata allestita la camera ardente. Capresi, visitatori e persone comuni hanno sfilato per ore davanti alla bara coperta di fiori, salutando non soltanto una delle voci più riconoscibili della musica italiana, ma un concittadino rimasto profondamente legato alla sua terra.

Il corteo funebre aveva attraversato via Castiglione fino alla Piazzetta, seguito dai figli e dalla sorella dell’artista. L’immagine della corona di rose gialle e della folla raccolta davanti al Municipio ha segnato una giornata nella quale la dimensione pubblica del personaggio si è intrecciata con quella più intima e familiare.

Nel Sognatore c’è tutto papà

Poco prima del trasferimento del feretro, Edoardo Faiella ha ricordato il rapporto speciale del padre con “Il sognatore”, il brano presentato al Festival di Sanremo nel 1987. Negli ultimi tempi aveva chiesto al cantante quale fosse la sua canzone preferita tra le oltre cinquecento incise durante la carriera. La risposta era stata proprio “Il sognatore”.

Da allora, ha spiegato il figlio, quelle parole hanno assunto un significato diverso. Nella canzone riconosce la malinconia, l’eleganza e la capacità del padre di osservare la vita con uno sguardo romantico, senza rinunciare all’ironia e alla leggerezza. “Nel Sognatore c’è tutto papà” è diventata così la frase capace di racchiudere il senso più privato dell’addio. Anche i manifesti funebri comparsi sull’isola hanno richiamato i versi del brano.

L’omaggio della città

Il sindaco Paolo Falco ha ricordato Peppino Di Capri come un’icona della musica italiana e internazionale che non aveva mai perduto il legame con l’isola. La sua arte, ha sottolineato il primo cittadino, resta indelebile perché ha saputo portare nel mondo l’anima di Capri.

Per il sindaco, la storia dell’artista rappresenta anche il percorso di un’Italia capace di rialzarsi nel dopoguerra. Da una piccola isola del golfo di Napoli, Giuseppe Faiella riuscì a raggiungere il successo internazionale, rinnovando la canzone napoletana attraverso il rock, il twist e le sonorità provenienti dagli Stati Uniti.

La sua carriera ha attraversato oltre sessant’anni di musica, dalle prime esibizioni al pianoforte ai successi di “Roberta”, “St. Tropez Twist” e “Champagne”. Vinse due volte il Festival di Sanremo, nel 1973 con “Un grande amore e niente più” e nel 1976 con “Non lo faccio più”, e nel 1991 rappresentò l’Italia all’Eurovision Song Contest.

Il lutto cittadino

Dalle 17 sull’isola è entrato in vigore il lutto cittadino proclamato dal Comune di Capri, con l’annullamento delle manifestazioni comunali previste. Un gesto istituzionale che ha accompagnato il silenzio dei locali, la partecipazione della Piazzetta e l’omaggio di una comunità che ha riconosciuto in Peppino Di Capri uno dei suoi simboli più autentici.

La cerimonia nella chiesa di Santo Stefano chiude la giornata dell’ultimo saluto, ma non il rapporto tra l’artista e la sua isola. Le sue canzoni continuano a risuonare tra la Piazzetta, il mare e le strade nelle quali era cresciuto, restituendo l’immagine di un cantante capace di portare Capri nel mondo senza allontanarsene mai davvero.