Noleggi a lungo termine fittizi, prestanome all’estero e veicoli completamente privi di copertura assicurativa. Quello che per anni è stato commercializzato come un "trucco legale" per abbattere i costi dell’assicurazione auto sta sfociando in una bufera giudiziaria ed economica d'ambito internazionale.
Il PBUK (Polskie Biuro Ubezpieczycieli Komunikacyjnych), l’ente nazionale polacco che gestisce i risarcimenti per i sinistri transfrontalieri, ha fatto scattare una controffensiva senza precedenti: circa 500 azioni legali di rivalsa attivate per recuperare oltre 80 milioni di euro versati a titolo di risarcimento per incidenti avvenuti in Italia.
Il meccanismo: dai prestanome ai finti noleggi a lungo termine
Il sistema sotto la lente delle autorità italiane e polacche sfrutta le maglie dell’articolo 93-bis del Codice della Strada, norma che stabilisce le regole per la circolazione in Italia di veicoli con targa estera. Il meccanismo fraudolento si sviluppa attraverso passaggi ben collaudati:
Radiazione dal pubblico registro italiano: l'autovettura o lo scooter vengono formalmente cancellati dai registri nazionali (PRA).
Intestazione fittizia in Polonia: il mezzo viene immatricolato a nome di una società screen (scatola vuota), di un’agenzia di noleggio locale o di un semplice prestanome.
Riconsegna all'utilizzatore italiano: il veicolo torna sul territorio nazionale tramite contratti di noleggio a lungo termine o comodato d’uso, regolarmente iscritti al REVE (Registro Veicoli Esteri).
A fronte di un apparente risparmio sulle tariffe RCA nazionali, il sistema crolla al momento del sinistro: in centinaia di casi è emerso che la copertura assicurativa polacca era del tutto inesistente, scaduta o mai stipulata.
I numeri dello scandalo: l'Italia assorbe il 44% dei fondi di garanzia polacchi
I dati consuntivi mostrano un'escalation imponente. Nel corso del 2025, le nuove richieste inoltrate al PBUK per mezzi sprovvisti di polizza RCA hanno raggiunto quota 3.188 (contro le 1.574 del 2024), con un esborso finanziario salito da 25,7 a 41,7 milioni di zloty. In questo scenario, la posizione italiana appare del tutto anomala nel contesto europeo tant'è che per quanto riguarda la quota incidenti esteri siamo il secondo paese in Europa (dietro la Germania) con il 16% degli incidenti totali all'estero.
Napoli epicentro del fenomeno
Le rilevazioni ACI indicano che nella sola provincia di Napoli, nel corso del 2025, sono state iscritte al REVE ben 14.066 targhe estere, in larga misura polacche. Se si considera lo stock complessivo dei veicoli circolanti nell'area partenopea con immatricolazione polacca, le stime superano quota 42.000 unità.
Le conseguenze legali: rivalse integrali, controlli e radiazioni d'ufficio
Quando un veicolo estero sprovvisto di assicurazione causa un incidente in Italia, le vittime vengono tutelate dal circuito dei Bureaux internazionali. Tuttavia, la spesa sostenuta dal PBUK viene ora riaddebitata ai responsabili. L’organismo polacco ha confermato che agirà per la restituzione integrale delle somme erogate, rivalendosi in solido sui conducenti materiali dei veicoli al momento dell'incidente, sui proprietari e i prestanome registrati in Polonia e sugli intermediari e le agenzie che hanno gestito le pratiche di finta immatricolazione.
Parallelamente, le autorità italiane e polacche stanno coordinando una stretta operativa. In Polonia sono in fase di attuazione controlli telematici rigorosi per verificare la presenza fisica del veicolo durante le revisioni periodiche, ponendo fine alla prassi dei collaudi "fantasma". Sul fronte italiano, la Polizia Locale e la Polizia Stradale hanno intensificato i controlli su strada, avviando le procedure per la radiazione d'ufficio e il sequestro dei mezzi non in regola.
