Carburante +130% nel Golfo: tagli alle corse, scuola e sanità a rischio

Ischia, Capri e Procida protestano per i tagli ai traghetti dovuti al caro-carburante

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Napoli.  

 

L’onda lunga della crisi mediorientale mette in ginocchio le compagnie di navigazione. Dopo i primi tagli a corse serali e weekend, gli armatori avvisano: "Senza aiuti pronti a nuovi ridimensionamenti". Tempi duri per scuola e sanità.

Non si placano le polemiche nel Golfo di Napoli dopo l'ondata di tagli ai collegamenti marittimi annunciata dalle principali compagnie di navigazione. L'impatto dei rincari energetici e dei conflitti internazionali si sta trasformando in un’emergenza sociale senza precedenti per Ischia, Capri e Procida: l'impennata del prezzo dei carburanti, cresciuto del 130% nell'arco di pochi mesi, rischia di paralizzare la vita quotidiana di migliaia di cittadini.

Con la bassa stagione e i flussi turistici ormai azzerati, le corse mantenute garantivano la continuità territoriale minima. Ora, la scure delle soppressioni mina alle basi la tenuta dei servizi essenziali.

Rabbia tra pendolari e residenti: a rischio scuola e sanità

L'annuncio delle soppressioni ha immediatamente innescato un'ondata di proteste e malumori tra gli abitanti delle tre isole partenopee, che in questo periodo dell'anno rappresentano la quasi totalità dell'utenza dei traghetti e degli aliscafi. A destare forte allarme tra amministratori locali e associazioni di categoria è l'impatto diretto sulla quotidianità. Medici specialisti e operatori sanitari non residenti incontrano crescenti difficoltà nel raggiungere i presidi ospedalieri insulari, mentre si complicano i viaggi dei pazienti che devono recarsi a Napoli per terapie o visite specialistiche. Gli spostamenti di docenti e studenti pendolari diventano sempre più problematici, con il rischio di orari ridotti e continue assenze forzate. E si riaccende lo scontro sui livelli minimi di servizio garantiti per legge, da anni ritenuti insufficienti dalle comunità locali nei mesi invernali.

Mappa dei tagli già operativi

Le riduzioni già introdotte tracciano un quadro di progressiva contrazione della mobilità:

Alilauro: ha soppresso le ultime corse serali da e per Ischia, eliminando di fatto il rientro notturno.

Navigazione Libera del Golfo (NLG): fino al 31 dicembre ha limitato i collegamenti tra il Molo Beverello di Napoli e Capri ad appena tre coppie di corse giornaliere.

Medmar: ha tagliato le corse del sabato tra Ischia Porto e Pozzuoli e quelle della domenica tra Procida e Pozzuoli, oltre alla soppressione dei viaggi di metà giornata sulla rotta Sorrento-Napoli.

L'allarme degli armatori: "Inverno al buio, possibili nuovi tagli fino a primavera"

Il quadro attuale, già critico, potrebbe rappresentare soltanto l'inizio. Dalle compagnie di navigazione filtra una posizione netta: se le quotazioni del gasolio marittimo continueranno a salire e senza un sostegno pubblico straordinario, saranno inevitabili ulteriori riduzioni delle corse. Gli armatori spiegano che i lievi adeguamenti tariffari concessi nei mesi scorsi non sono lontanamente sufficienti a coprire i costi operativi. Senza la redditività garantita dal turismo estivo, viaggiare a navi semi-vuote con il carburante alle stelle è insostenibile. L'orizzonte di questa crisi si allunga così a tutta la stagione invernale: una stretta creditizia e operativa che rischia di protrarsi almeno fino alla primavera, quando il ritorno dei flussi turistici permetterà di riequilibrare i bilanci aziendali.

Nel frattempo, dai sindaci delle isole e dai comitati dei pendolari parte un appello accorato alla Regione Campania e al Ministero dei Trasporti per l'apertura immediata di un tavolo di crisi.