Meno di ventimila euro per entrare in possesso di un appartamento a Pianura. Apparentemente un affare ma, quando la casa in questione è di edilizia popolare, di quelle che vengono assegnate e non comprate, e l’intermediario è l’emissario del clan camorristico locale, è solo l’inizio di un incubo, l’ingresso nel baratro profondo e senza fine delle estorsioni.
La storia arriva da Pianura, ed è stata scoperta dai carabinieri della Compagnia Bagnoli dopo le indagini coordinate dalla Dda di Napoli.
Eccole le mani della camorra sulle case popolari, tra occupazioni abusive, assegnazioni, e minacce. Un giro d’affari milionario. Potere da gestire entrando nel bisogno di case, famiglie e persone. Ovviamente dietro compenso.
In questo caso la somma pattuita con un cittadino napoletano, che voleva spostarsi nel quartiere della periferia occidentale, era di 17mila euro. Un accordo già di per sé illecito.
Ma anche altre inchieste confermano che questa non è l’eccezione il caso singolo ed isolato. Anzi. L’appartamento in questione era stato lasciato dalla precedente inquilina, che aveva restituito le chiavi al Comune.
Una volta che gli uomini legati al clan Marfella Pesce erano venuti a conoscenza del fatto erano subito entrati in azione.
Sono entrati in possesso dell’alloggio, poi quel tam tam, quel passaparola per mettere la casa sul mercato. Ovviamente nero.
Subito dopo l’ingresso nella nuova casa, però, erano cominciati i guai: il clan aveva deciso che c’erano da versare altri 8mila euro. Per “convincere” le vittime erano partite le minacce: pedinamenti, accerchiamenti coi motorini in strada, il citofono che suonava a tutte le ore del giorno e della notte. Fin quando l’uomo non ha deciso di rivolgersi ai carabinieri. In manette sono finiti tre pregiudicati un 53enni, e un trentenne, che aveva incassato i 17mila euro per la cessione della casa. Nei guai anche un trentenne incensurato.
