di Simonetta Ieppariello
A fuoco la sua casa, nel cuore della Sanità. La rabbia di Diego Nuzzo, l'architetto intellettuale vittima dell'ultima assurda intimidazione della camorra nel cuore antico e vero di Napoli, è tanta.Hanno bruciato la porta d'ingresso della sua abitazione. E non è la prima volta.
La notte di Capodanno infatti qualcuno fece esplodere una bomba carta e a contare i danni sin dal primo giorno dell'anno furono le 20 famiglie sgomberate
Ora dopo quasi 5 mesi è tornata la paura in discesa Sanità, nel cosiddetto Palazzo dei Marchesi della Micciatella, dove lo scorso weekend proprio in casa Nuzzo si è tenuto uno spettacolo teatrale all'insegna della cultura, della non violenza e della legalità a 360 gradi. Uno spettacolo che potrebbe aver dato fastidio a chi vuole, nella Sanità, il regime e il comando della camorra.
"Per tutti coloro che il primo gennaio hanno gioito, brindato, festeggiato per l’incendio che ha devastato casa mia ho due notizie: una buona e una cattiva. Quella buona è che siamo saliti di livello. Dall’incendio "accidentale" di capodanno siamo passati a quello doloso”. E' l'amaro sfogo che Diego Nuzzo, architetto e scrittore, affida al suo profilo Facebook.
In quella casa abita da 17 anni Diego Nuzzo, architetto, scrittore e critico letterario napoletano. A dare l’allarme, ieri notte, alcuni condomini e un amico del proprietario, che rincasando ha visto le colonne di fumo dal cortile. Come spiegano i pompieri è stata gettata benzina. Poteva saltare in aria l’intero palazzo.
È la seconda volta, nel giro di pochi mesi, che Nuzzo riceve intimidazioni. “Un’intimidazione di chiaro stampo camorristico. Qualcuno non vuole che si ritorni a sorridere, a fare cultura, a stare bene”, scrive.
Lo stesso Nuzzo ammette, con malcelato dolore, di non sentirsi sorpreso da quanto accaduto "io mi occupo di cultura e sono un corpo estraneo nella zona". Legalità, cultura, non violenza. Parole che lanciano fari di luce in un antro occulto della camorra napoletana. Il Rione Sanità, quallo da cui partono le ultime fibrillazioni profonde di una malavita in pieno riassetto. Tra pistole, morte e sangue.
Proprio venerdì scorso Nuzzo aveva festeggiato l'inaugurazione di casa sua. In arrivo alla Sanità si erano viste decine e decine di persone perbene, senza pistole nelle tasche.
"Qualcuno non vuole che si ritorni a sorridere, a fare cultura, a stare bene. Qualcuno ritiene che a Discesa Sanità si debba vivere nel terrore e nell'incultura, nella barbarie e nella violenza".
"La cattiva notizia è invece che nonostante la vostra invidia da buoi castrati, da maiali che sguazzano nel fango senza guardare mai il cielo, da odiatori di professione che riescono a godere solo dei problemi altrui, noi non smetteremo mai di sorridere, di avere entusiasmo, energia, voglia di bellezza, desiderio di condividere, di trasmettere positività - commenta amaro Nuzzo -.
Lo dobbiamo alla vita".
“È giusto darla vinta a queste persone? Io mi sono speso e mi spendo tanto per il quartiere, non voglio abbandonarlo. Ma la situazione, negli ultimi sette anni, non solo non è cambiata, è addirittura peggiorata: la criminalità è cresciuta, e chi è vittima di questo genere di violenze spesso non denuncia neanche, tanto è inutile".
Ma vediamo di ricostruire l’accaduto. Secondo polizia e vigili del fuoco giunti sul posto dopo l’una l’ipotesi più plausibile è che si sia trattato di un incendio doloso. Qualcuno in pratica potrebbe avere cosparso di benzina l’ingresso di casa Nuzzo, che avrebbe così preso fuoco facendo divampare le fiamme lungo i contatori del gas e nel vano sovrastante la porta.
Qualcuno dunque avrebbe voluto lanciare un chiaro segnale intimidatorio al proprietario dell’appartamento, che già lo scorso gennaio fu devastato da un incendio dovuto all’esplosione di fuochi d’artificio illegali.
