Il caso è quello della manovra killer in Tangenziale. Era la notte del 25 luglio del 2015. Nello e Livia entrano in macchina tenendosi per mano.
La ragazza siede dietro, lui si posiziona al volante e partono in auto. Improvvisamente, nei pressi dello svincolo di Agnano, l'auto compie una inversione a U e comincia un folle viaggio contromano. Sei i chilometri fatti in auto. Tutto ripreso dalle telecamere della Tangenziale di Napoli.
Un nuovo processo per Nello Mormile, il dj trentenne che imboccò contromano la Tangenziale a Napoli, causando l'incidente in cui persero la vita la fidanzata Livia Barbato e l'automobilista Aniello Miranda. Miranda era in auto per andare al lavoro ed incrociò sul suo tragitto l'auto contromano guidata da Mormile. Miranda e Livia muoiono, Mormile se la caverà con qualche ferita.
Mormile è difeso dagli avvocati Gaetano Baccari e Gaetano Porto. La famiglia di Livia, costituitasi parte civile, è rappresentata dall'avvocato Andrea Raguzzino.
È il processo dinanzi ai giudici della Corte di Assise d'appello che comincerà a dicembre. Mormile, che è detenuto, spera in una diversa valutazione. Punta ad una valutazione pena che tenga conto anche delle motivazioni della difesa, della tesi dell'incidente non voluto né cercato, ma causato dallo stato confusionale di lui per gli alcolici bevuti durante la serata.
In primo grado, con rito abbreviato, è stato condannato a 20 anni di carcere. Per il giudice Rosa Ruggiero quella guida folle fu «cosciente e volontaria» e la possibilità di conseguenze negative in caso di collisione con altre auto «consapevolmente accettata». Ora toccherà ai giudici dell'Appello valutare il caso. C'è già un calendario, il processo si chiuderà in quattro udienze, prima di Natale il verdetto.
