Uccide la madre e si costituisce:massacrata col piede di porco

Il 32enne, GIovanni Guglielmo, ha anche inferto numerose coltellate sulla madre

uccide la madre e si costituisce massacrata col piede di porco
Pozzuoli.  

 

di Simonetta Ieppariello

Dramma familiare a Pozzuoli, in provincia di Napoli. Un ragazzo di 32 anni ha ucciso la madre e dopo il delitto, è stato lo stesso 32enne a recarsi al Commissariato di Polizia di Pozzuoli per confessare l'accaduto. La tragedia della follia si è consumata in un parco residenziale di Pozzuoli. Un uomo di 32 anni, Giovanni Guglielmo, affetto da disturbi mentali e in cura presso un centro specializzato, ha ucciso la madre Silvana Petrone, 59 anni, a colpi di coltello e piede di porco. E` accaduto ieri pomeriggio, verso le 17.45; dopo il delitto, il giovane si e` presentato in commissariato per confessare. Al suo fianco il padre, Gianpaolo Guglielmo, magistrato in pensione da qualche mese, gia` presidente della I sezione penale collegio C del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, noto per aver celebrato il processo «Eco4» di primo gra- do, unico imputato Nicola Cosentino.

Nel parco Costa Sibilla a contrada La Schiana, a poca distanza dall’ospedale Santa Maria delle Grazie si è consumata la tragedia. Per due volte il ragazzo aveva tentato il suicidio. Una volta si era lanciato dal balcone di casa: la caduta fu rallentata e frenata dagli alberi, i rami gli perforarono i polmoni e lo sfigurarono in viso. Due volte salvo, ma gli spettri le ombre hanno continuato ad affollare il cuore e la mente di Giovanni. 

Era già successo, era già accaduto il 3 maggio scorso a Qualiano: sembra una replica di quanto accaduto solo poche settimane prima. Pasquale De Falco, 37 anni, uccise la madre Teresa Licciardiello, 67, utilizzando il fucile da caccia del padre. Poi si barricò in casa e ne uscì soltanto dieci ore più  tardi, dopo una giornata di estenuanti ma inutili trattative con le forze dell’ordine e con la mediazione della sorella.

Venne portato fuori dai carabinieri specializzati del Gis, arrivati da Livorno ed entrati in azione nel momento giusto per scongiurare il rischio di altri ferimenti o uccisioni. Interrogato dal giudice dopo giorni di silenzio, De Falco fornì una spiegazione delirante: «I miei genitori mi stavano avvelenando giorno dopo giorno. Per questo ho dovuto uccidere mamma. Ho dovuto farlo. Mia mamma mercoledi` mi aveva fatto bere acqua avvelenata. Cosi` io, appena e` tornata, dopo che aveva fatto la spesa sotto casa, ho preso il fucile e l’ho uccisa».