di Simonetta Ieppariello
Risse, proteste e pericoli. Non c’è pace per gli agenti della polizia penitenziaria del carcere di Poggioreale, quotidianamente alle prese con la carenza cronica di organico e i pericoli di un mestiere ad alto rischio. Ieri l’ennesima giornata da inferno tra le sbarre tra risse, incendi e proteste. Il segretario generale Osapp Beneduci si appella al ministro Bonafede perchè proprio per Poggioreale vengano adottate misure ad horas, che riescano ad evitare i quotidiani pericoli vissuti da tanti agenti e altri detenuti.
Una prima criticità si è registrata nel primissimo pomeriggio nel padiglione Avellino, dove circa 40 detenuti alle 15 si sono rifiutati di rientrale nelle celle per protestare contro la modifica predisposta per l’orario dei colloqui.
«Il personale di Polizia Penitenziaria è stato costretto a non smontare dal servizio e solo dopo una lunga trattativa con il facente funzioni Comandante del Reparto, i detenuti hanno desistito dalla protesta. Inoltre, sempre nel reparto Avellino, in serata un detenuto ha dato fuoco al materasso della propria cella e solo grazie al pronto intervento del personale di Polizia Penitenziaria si è evitato il peggio, mentre, nella stessa giornata di ieri, nel reparto Milano si è verificata una rissa tra detenuti stranieri ed uno di questi è stato ricoverato in ospedale».
A darne notizia è il segretario generale dell'Osapp (Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria) Leo Beneduci. «Oltre che per motivi di ordine e sicurezza le condizioni di lavoro del personale di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Napoli Poggioreale sono più che critiche e oltre agli evidenti rischi per l'incolumità fisica degli addetti del Corpo la situazione è resa ancora più precaria da una gravissima carenza di organico che soprattutto nel periodo estivo rende pressoché impossibile fare fronte ai molteplici eventi critici che quotidianamente accadono».
Secondo il leader Osapp - per il carcere di Napoli Poggioreale dovrebbero essere assunti nei confronti dei reclusi più facinorosi provvedimenti sia di ordine disciplinare e sia per il ricollocamento degli stessi in altre strutture. «Cosa che non accade - spiega Beneduci .». «Il ministro Bonafede e i sottosegretari Ferraresi e Morrone e il nuovo capo del DAP, se ci sono, diano il tanto atteso segnale di cambiamento».
