di Andrea Fantucchio
Era il pusher più ricercato della Ferrovia. La sua base si trovava alle spalle di Piazza Garibaldi (Napoli) e serviva decine e decine di acquirenti. Cocaina, eroina, hashish e, fin qui, “tutto nella norma”, per uno spacciatore si intende, ma l'uomo vendeva anche farmaci che producevano gli stessi effetti di alcune droghe. E' stato arrestato, con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio, un 21enne del Gambia che si faceva chiamare Ahmed. L'indagato è stato bloccato fra via Firenze e via Milano dagli agenti del commissariato Vicaria-Mercato, aveva addosso una confezione di Rivoltril: proprio uno di quei “farmaci speciali” che si usa per curare l'epilessia ma che, se associato con gli alcolici, produrrebbe effetti eccitanti come quelli indotti dalla cocaina.
La diffusione del farmaco, per questo consumo, è in aumento in tutta Italia. Da Catania dove il Rivoltril è stato trovato addosso ad alcuni profughi del Cara di Mineo, passando per Roma dove sono cresciute le piazza di spaccio dedicate a questo farmaco, e ora proprio Napoli. Il timore è che questo ansiolitico e antiepilettico possa diffondersi. Anche perché il prezzo accessibile conquista gli acquirenti che non possono permettersi altre droghe più costose come cocaina ed eroina.
I consumatori, anche molto giovani, comprano il farmaco e dei cartoni di vino a basso costo. Meno di venti euro per conquistarsi lo sballo di una sera. Sono così aumentati i controlli delle forze dell'ordine per debellare proprio la diffusione del Rivoltril venduto nelle piazza di spaccio. Si lavora anche per cercare la provenienza sottobanco del medicinale. Non si esclude l'ipotesi investigativa di associazioni criminali strutturate alle spalle di un mercato così potenzialmente fruttuoso. Una struttura che potrebbe avvalersi anche di farmacie compiacenti dislocate in tutta Italia.
Ciò che preoccupa è anche la scarsa conoscenza che i consumatori hanno degli effetti collaterali che potrebbe causare un abuso del farmaco. A partire da un profondo stato depressivo che finirebbe per innescarne un maggiore consumo del farmaco, miscelato con il vino, alla ricerca della nuova “botta di vita”.
