Csm a Napoli,approvata la risoluzione sulla giustizia minorile

Il testo, le nuove regole. Sì all'unanimità

csm a napoli approvata la risoluzione sulla giustizia minorile
Napoli.  

 

di Simonetta Ieppariello

Il Consiglio Superiore della Magistratura ha approvato all'unanimità, nel corso del Plenum straordinario nel Palazzo di Giustizia di Napoli, la risoluzione in materia di giustizia minorile dei consiglieri Balducci, Ardituro e Cananzi, membri della VI Commissione. L'approvazione, all'unanimità, è avvenuta per alzata di mano.

 Il consigliere Ardituro ha sottolineato l’esigenza di abbandonare un certo «buonismo» perché «un ragazzo che delinque a 16 anni è consapevole di quello che sta facendo». Da Francesco Cananzi è partito invece l’invito al ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Sarebbe bello se venisse a Napoli».

"Se gli effetti di questa iniziativa avranno fatto fare un solo passo in avanti nel contrasto della devianza minorile o a salvare un solo giovane saremo soddisfatti. Siamo convinti che si può e si deve fare di più", ha detto Legnini. Domani il documento sarà inviato ai presidenti del Senato e della Camera; al presidente della Commissione Parlamentare Antimafia; ai ministri della Giustizia e dell'Istruzione; alla Regione Campania (cui si chiede l'istituzione di un ufficio di coordinamento dei servizi socio-assistenziali dei minori); al Coni, al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, ai Dirigenti degli Uffici giudiziari, al Procuratore Nazionale Antimafia.La dispersione scolastica è il campanello d'allarme della devianza minorile che può essere combattuta con più iniziative didattiche e sportive, più assistenti sociali ma anche con sanzioni forti tese non solo a reprimere ma anche a favorire il reintegro nella società.
La «Risoluzione in materia di attività degli uffici giudiziari nel settore della criminalità minorile nel Distretto di Napoli» approvata oggi ha prodotto un documento che è stato redatto dai membri della VI Commissione, i consiglieri Balducci (presidente), Ardituro e Cananzi. «La decisione di tenere un plenum a Napoli costituisce un segnale molto forte per la città, la regione e l'intero Paese», ha detto il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, prima dell'inizio dei lavori.
Contrarietà all'abbassamento dell'età imputabile è stata espressa dalla relatrice Balducci: «servono regole forti» ma «si deve anche dare la possibilità di redimersi».

Sulla patria potestà è intervenuto il procuratore generale della Corte di Appello di Napoli Luigi Riello: «Si ma solo in casi estremi. Quando, per esempio, »si trovano bimbi di 7, 8 e 9 anni non a fare compiti ma a confezionare droga». Una decisione che punterà dunque ad allontanare quei minori impegnati nella filiera dello spaccio, esposti al rischio, indirizzati al crimine.

Il plenum organizzato dal Consiglio superiore della magistratura a Napoli ratifica ciò che il senso comune ha già stabilito da tempo: l'aumento di azioni violente e criminali compiute da giovanissimi. Secondo i dati della risoluzione presentata nell'auditorium del tribunale partenopeo, crescono i reati degli under 18 di stampo camorristico, ben dieci tra luglio 2016 e giugno 2017 (rispetto agli otto dell'anno precedente). Nello stesso periodo, sostanziale l'aumento anche dei reati contro il patrimonio, che passano da 201 a 235; mentre sono più del doppio le estorsioni (da 20 a 46). 

A questi numeri andrebbero aggiunte anche le 14 aggressioni contro persone, di cui sette accoltellamenti. Il risultato è quello visibile e cioè che i giovani napoletani sono preda dei clan, dell'affiliazioni alle associazioni di camorra. Nel report si parla di come nascano in tante zone calde i baby-boss. I padrini under 18 subirebbero l'influenza delle serie televisive. Nel look e negli atteggiamenti sembrano ispirarsi ai narcotrafficanti sudamericani. Ma è un altro l'aspetto che desta maggiore preoccupazione. Nella risoluzione del Csm si legge di "...qualche filo più sottile ed esistenziale, che lega i giovani che scorrono in armi nelle vie del centro storico di Napoli (le “stese”), per uccidere e farsi uccidere, e i militanti del jihad. Entrambi sono ossessionati dalla morte, forse la amano, probabilmente la cercano, quasi fosse l’unica chance per dare un senso alla propria vita e per vivere in eterno”. Si starebbe imponendo e diffondendo una sorta di violenza epidemica."Quella che associa a fenomeni predatori una violenza sproporzionata. Dall’insussistenza di motivazioni fondanti le azioni criminose, frutto del desiderio incoercibile di trasgressione e della mancata ponderazione delle conseguenze". 

Secondo i referenti del Consiglio servono più assistenti sociali. Si pensi che a Napoli si conta un assistente sociale per ogni 5.600 abitanti.