di Simonetta Ieppariello
Strage del Pollino arrivano gli avvisi di iscrizione nel registro degli indagati. Tre sindaci indagati per la strage del Reganello: è quanto definiti nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Castrovillari sulla tragedia delle gole del torrente a Civita (Cosenza), in cui il 20 agosto scorso trovarono la morte dieci persone, nove escursionisti ed una guida. Tra questi 3 campani: una coppia di Quliano e una madre di Torre del Greco.
l Procuratore Eugenio Facciolla ha emesso 7 informazioni di garanzia nei confronti di altrettanti indagati nell'inchiesta: si tratta dei sindaci di Civita, San Lorenzo Bellizzi e Cerchiara di Calabria, Alessandro Tocci, Antonio Cersosimo e Antonio Carlomagno; il presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra; Gaetano Gorpia, dirigente dell'ufficio Biodiversità dei Carabinieri Forestali, e le guide escursionistiche Giovanni Vancieri e Marco Massaro.
Il procuratore Facciola lo aveva promesso e nelle scorse ore lo ha ribadito che l'indagine sarebbe stata "rapida ed efficace". "Abbiamo lavorato senza sosta per dare una risposta a tutti coloro che sono rimasti coinvolti nella tragedia del torrente Raganello: alle vittime ed ai loro familiari, in primo luogo, e poi - ha dichiarato il procuratore - ai feriti ed a quanti, pur essendo usciti indenni, hanno subito un grave trauma psicologico per la terribile vicenda che hanno vissuto".
Quel giorno il torrente ha travolto decine di persone. Molte, sorprese dal flash flood - la piena improvvisa generata da un temporale a monte - sono riuscite ad arrampicarsi su massi o costoni di roccia, mettendosi in salvo. Undici sono rimaste più o meno gravemente ferite nel tentativo di sottrarsi alla violenza dell'acqua, che si è incanalata nelle gole strette fra pareti di roccia alte centinaia di metri ed ha preso una velocità come fosse stata in una enorme grondaia.
Tra i morti anche tre campani. Dolore a Torre del Greco che piange Immacolata Marazzo, 40 anni, avvocato, moglie di Giovanni Sarnataro, anche lui avvocato, e madre di due bambini di 12 e 10 anni.
Lacrime anche a Qualiano, città di cui erano originari Carmen Tammaro e Antonio Santopaolo, marito e moglie, entrambi deceduti nel dramma della piena al Parco del Pollino: lasciano due figliolette di 10 e 12 anni, che sono state salvate e resteranno orfane.
Ad altre dieci, sorprese dalla piena in uno dei punti più stretti delle gole, il torrente non ha lasciato scampo. Nove di loro erano turisti, arrivati da Puglia, Lombardia, Campania e Lazio per ammirare le bellezze della Sila. Ad accompagnarli c'era Antonio De Rasis, appena trentenne ma considerato una delle guide più esperte della zona, da tempo inquadrato nel Soccorso alpino, e in passato fra i primi ad intervenire anche a Rigopiano.
Tutte persone che avrebbero avuto una responsabilità, a vario titolo, nella mancata applicazione delle misure e degli interventi preventivi che avrebbero potuto evitare la tragedia del 20 agosto. I reati che vengono ipotizzati nelle informazioni di garanzia sono omicidio colposo e lesioni colpose, inondazione colposa ed omissione di atti d'ufficio. Gli avvisi sono stati emessi in considerazione degli atti istruttori irripetibili che devono essere effettuati a breve termine e per i quali gli indagati hanno il diritto di essere rappresentanti legalmente e sul piano tecnico con la nomina di loro periti.
I nove escursionisti morti mentre si trovavano nelle gole del Raganello provenivano da quattro regioni diverse: Puglia, Lombardia, Campania e Lazio. Insieme a loro perse la vita Antonio De Rasis, di 32 anni, di Civita, una delle guide più esperte del Raganello.
Quel giorno si sottovalutò l'allerta gialla che era stata diramata dalla Protezione civile e che avrebbe dovuto consigliare la sospensione delle escursioni.
