Delitto Materazzo. Il teste in aula riconosce Luca: era lui!

La difesa chiede la perizia psichiatrica

Napoli.  

 

di Simonetta Ieppariello

È stata la testimonianza che potrebbe rivelarsi decisiva per la condanna di Luca Materazzo, il giovane avvocato di viale Maria Cristina di Savoia accusato di avere assassinato a coltellate il fratello Vittorio nel novembre di due anni fa. Una testimonianza che potrebbe chiudere il procedesso. Il titolare di un bar poco distante dal luogo del delitto, ha indicato l’imputato nella gabbia quando il presidente del collegio giudicante, Giuseppe Provitera, gli ha chiesto se nell’aula fosse presente la persona che, la sera dell’omicidio, il teste vide lavarsi nel bagno del suo locale. Luca Materazzo, secondo l’accusa, dopo aver accoltellato a morte il fratello e aver lasciato alcuni indumenti sporchi di sangue in un cestino dei rifiuti, andò nel bar di quell'uomo e chiese di usare il bagno, forse proprio per pulirsi da eventuali tracce.

Lui, il teste, ha riconosciuto Luca Materazzo. Lo ha fatto dopo un lungo esame e controesame nell'aula del tribunale, in un momento di confronto in aula con accusa e difesa caratterizzato da alcune contraddizioni, tante domande e amnesie.
Alla fine dell’udienza, il testimone ha risposto in modo chiaro: sì, lo riconosco. La persona è presente in questa aula: è lui, non ho dubbi.

Si tratta della parte conclusiva dell’udienza a carico dell’imputato per l’omicidio dell’ingegner Vittorio Materazzo. Potrebbe assestare una svolta decisiva al processo a carico di Luca Materazzo, che venne estradato dalla Spagna dove venne rintracciato dopo mesi di misteriosa sparizione. 

Ma non è tutto. Al termine dell’udienza, il legale di Luca ha chiesto una perizia psichiatrica, istanza sulla quale la corte di assise si è riservata Quando Longhini ha richiesto ha fatto richiesta di perizia psichiatrica sul suo cliente ha scatenato l'ira dello stesso Materazzo. Luca Materazzo si è allora scagliato contro Longhini accusandolo di avere preso l'iniziativa senza prima condividerla con lui: «Non ti ho mai autorizzato - ha detto l'imputato - non puoi farlo».

Prima dell'udienza odierna Luca Materazzo ha revocato il mandato all'altro suo difensore, l'avvocato Matteo De Luca: «La richiesta - ha riferito De Luca - l'abbiamo concordata con l'avvocato Longhini in quanto riteniamo che Luca Materazzo abbia seri problemi di personalità che vanno approfonditi ricorrendo alla consulenza di uno psichiatra. Proprio su questo punto - ha spiegato ancora De Luca - è nato un forte contrasto con Luca, durante la pausa estiva, sfociato nella revoca del mio mandato. Ciononostante, con il collega - ha concluso - abbiamo ritenuto che questa fosse la linea da seguire. Siamo convinti che la perizia possa fornire una spiegazione su questa vicenda così intricata». Luca Materazzo, dall'inizio del processo, ha revocato il mandato a 5-6 avvocati.