di Siep
Hanno dato forfait anche la scorsa udienza, erano assenti, non pervenuti. Sono stati i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Napoli a disporre l’accompagnamento coatto di tre testimoni chiave nel corso del processo a carico di Giuseppe T., il figlio ventenne di un boss, accusato di aver esploso colpi nella folla della movida di Chiaia.
“Forze dell’ordine e Magistrati creino le condizioni affinché i tre ragazzini che possono portare alla condanna dei responsabili della sparatoria ai baretti di Chiaia possano testimoniare liberamente”.
A chiederlo il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, per il quale “è chiaro che, non presentandosi all’udienza, qualcosa è successo in questi mesi e si tratta di qualcosa di serio visto che i tre, che avevano riconosciuto i rampolli dei clan come responsabili della sparatoria, hanno deciso di non rispondere alla convocazione”.
“Chi collabora con forze dell’ordine e Magistratura a fare chiarezza su episodi di criminalità, legati o meno alla camorra, devono essere aiutati e assistiti con la massima attenzione perché se un testimone ritratta o non si presenta in aula si alimenta quel clima di omertà e paura in cui la camorra aumenta la sua forza e il suo predominio” ha concluso Borrelli.
