Ciro Esposito. La Cassazione conferma: 16 anni per De Santis

La mamma di Ciro Esposito: ho avuto la verità

Napoli.  

 

di Siep

No. Non fu legittima difesa. Quei cinque colpi esplosi a ripetizione da parte di Daniele De Santis provocarono un omicidio volontario, il delitto del giovane ultrà del Napoli Ciro Esposito. Otto anni dopo la Cassazione conferma la condanna a sedici anni di carcere per De Santis. Era il tre maggio del 2014 e a distanza di più di quattro anni quando accadde il dramma a Roma, in occasione del match Napoli Fiorentina e oggi, si chiude in via definitiva il processo a carico di Daniele De Santis.

L'uomo, dunque, è stato ritenuto colpevole dell'omicidio del giovane napoletano ucciso a Roma poco prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina-Napoli del maggio 2014. La difesa aveva sostenuto nel ricorso che la sua fosse stata legittima difesa. 

Soddisfazione da parte degli avvocati di parte civile (che assistono Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito), al termine del verdetto in cassazione. 

«Volevo la verità, e l'ho avuta: non mi interessa quanti anni si fa De Santis ma solo che siano state definite le sue responsabilità»: così Antonella Leardi, la mamma di Ciro, ha commentato il verdetto. La donna stamani è stata presente in Cassazione all'udienza davanti alla Prima sezione penale e dopo avere ascoltato le arringhe degli avvocati di parte civile, Angelo e Sergio Pisani, è uscita quanto ha preso la parola la difesa di De Santis. Antonella Leardi ha fatto ritorno a Napoli, nel quartiere di Scampia.

“Siamo soddisfatti della decisione della Cassazione che non ha accolto il tentativo della difesa di Daniele De Santis di far passare la tesi che l’omicidio di Ciro Esposito fosse un caso di legittima difesa“, hanno sottolineato i Pisani. “Chiaramente non siamo soddisfatti della riduzione di pena che è stata concessa a De Santis in appello, è che è troppo lieve in relazione a una vicenda così grave, ma la pena al ribasso non è una colpa della Cassazione perché è stata decisa dalla Corte d’Assise – hanno aggiunto – È importante che sia stato riconosciuto che De Santis era consapevole del fatto che sparando poteva uccidere, cosa che purtroppo è avvenuta”.

La sentenza di appello era arrivata nel giugno 2017 e aveva anche assolto altri due imputati, Gennaro Fioretti e Alfonso Esposito, i due tifosi del Napoli entrambi condannati in primo grado a 8 mesi di reclusione per rissa e lesioni al volto dello stesso De Santis. La Corte d’Assise aveva ridotto al pena a 26 anni comminata nel 2015 in primo grado dal tribunale dopo la richiesta di ergastolo del pm Eugenio Albamonte.