di Simonetta Ieppariello
Due donne e due destini. Una operata per dei calcoli alle vie urinarie in una clinica, che viene salvata in extremis al Cardarelli, dove durante un secondo intervento sarebbe stato trovato nell'addome un filo metallico, come denunciato in una nota stampa dal consigliere dei Verdi, componente della commissione regionale sanità, Borrelli. Un'altra donna che a distanza di qualche giorno, dopo un intervento alla colecisti, si sente male e muore. Pesantissime le accuse dei familiari della donna morta, che parlano di presunta negligenza dei medici operanti in una clinica in provincia di Napoli. Accuse e indagini sono in corso per fare chiarezza, ma nello stesso complesso pochi giorni fa era esploso un altro caso.
L'operazione
La morte della 71enne di Mariglianella, accade subito dopo la vicenda di una donna salvata in extremis, nel cui addome sarebbe stato «dimenticato» il filo di un laparoscopio. Accuse tutte da verificare e su cui sarebbero in corso degli accertamenti.
E scoppia un altro caso nella stessa clinica in provincia di Napoli. Qui giovedi scorso è morta, in circostanze su cui la famiglia chiede di fare chiarezza, una signora di 71 anni, Assunta Di Maio, residente a Mariglianella, che si era sottoposta ad un’operazione di colecisti, l’asportazione dei calcoli dalla cistifellea. La procura di Nola ha aperto un’indagine e la salma della signora Di Maio è stata sequestrata: ieri è stata effettuata l’autopsia nell’obitorio giudiziario del policlinico di Napoli. Pesantissimi i dubbi da chiarire. Un dramma senza fine per i familiari. Subito dopo il figlio che risiede a Pomigliano, ha sporto querela contro i medici della clinica che hanno tenuto in cura la mamma. Assunta di Maio da decenni assumeva psicofarmaci a causa di un disturbo psichiatrico bipolare. Aveva quindi nel corpo notevoli quantità di litio.
Le accuse
Secondo i parenti di Assunta la donna sarebbe stata dimessa senza le dovute accortezze e verifiche. Accuse tutte da verificare. Sarà la magistratura a chiarire ogni aspetto di questa tragica morte. Secondo i rappresentanti della clinica la donna sarebbe arrivata nella struttura con una colecistite acuta. Ma l’operazione sarebbe riuscita perfettamente. Poi si è aggravata per un problema epatico, metabolico, uno scompenso epato-renale, secondo i vertici della clinica.
Il filo metallico nell'addome
Il caso di Assunta accade dopo il caso della signora Colucci, operata nella stessa clinica in provincia di Napoli, per asportazione di calcoli alle vie urinarie, alla quale è stato lasciato per oltre un mese il filo metallico del laparoscopio di oltre 10 cm nell’addome, salvata poi per i capelli al Cardarelli con un intervento delicatissimo. “Come riporta il Mattino - dichiara il consigliere Francesco Emilio Borrelli, in quota Verdi, e componente della Commissione Regionale Sanità -, Assunta Di Maio, è deceduta dopo un banale intervento di colecisti.
La denuncia
La denuncia dei figli della 71enne di Mariglianella ha dato il via al solito rimpallo di responsabilità tra le parti coinvolte nella triste e inquietante vicenda. Per i vertici della clinica la causa sarebbe da attribuire ad un avvelenamento da farmaci. Intanto la magistratura ha indagato i medici per negligenza. E’ necessario dare in fretta risposte».
Le parole di Borrelli
Se questa ipotesi verrà accertata è inaccettabile. Occorrono provvedimenti esemplari e i responsabili devono essere giudicati in modo durissimo. Si risalga in fretta alle cause del decesso, se confermata negligenza oltre alla condanna bisognerà cancellare dall’albo i camici bianchi. Accendere i riflettori sulla Clinica è necessario Intanto il legale rappresentante della signora Colucci, l’avv. Salvatore De Luna, dello studio legale Carrano – De Luna ci ha riferito che nemmeno una telefonata di scuse è arrivata dalla clinica per il danno provocato alla sua assistita. Garantirò tutto il mio impegno perché venga fatta giustizia in entrambi i casi”. Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi e membro della Commissione Sanità.
