Torna il terrore a Napoli. Un commando armato composto da almeno cinque uomini è stato fermato mentre sfrecciava a forte velocità lungo via Filippo Maria Briganti. Alla vista delle volanti, i centauri del gruppo di fuoco si sono dispersi in varie direzioni. Uno di loro è però scivolato, cadendo al suolo e ferendosi. Il giovane bloccato e soccorso dagli agenti aveva addosso una pistola; poco dopo, durante l'inseguimento agli altri fuggitivi, i poliziotti sono riusciti a bloccarne uno: anche lui era armato, aveva un fucile a pompa perfettamente funzionante e un'altra pistola.
Nella notte gli interrogatori ai due, un 25enne e un 31enne. Poco prima che iniziasse lo spericolato inseguimento degli uomini armati in scooter era arrivata la notizia di una sparatoria, l'ennesima stesa: ancora lungo via Giuliano da Maiano, nella zona del Rione Luzzatti e Poggioreale che trema tra spari e attentati dinamitardi con una sequenza senza pace che è durata ottanta ore.
Due gruppi di fuoco in azione nelle stesse ore. Un caso? Nessun investigatore ci crede.
Un intervento di peso riconducibile ad un focolaio di tensione che si sarebbe sviluppato negli ultimi giorni nel quartiere, dove convivono esponenti dei clan Mazzarella e Contini. Sabato notte c’è stata una sparatoria contro l’auto della moglie di un affiliato agli ex Sarno (storicamente alleati dei Mazzarella), detenuto al 41bis. L’altra notte sempre in piazza Francesco Coppola è stata fatta esplodere una macchina rubata. Fatti in sequenza, in poche ore, in pochi metri. Ed anzi, la stesa che ha lasciato in terra 10 bossoli di calibro 9 - e nella quale sono probabilmente coinvolti i due fermtai dalla polizia poco fa - sia la risposta all'attentato dinamitardo di Poggioreale.
