Misterioso attentato incendiario nell'ex castello di Cutolo

Si indaga a Ottaviano per chiarire chi ha appiccato il rogo alle casette di Natale

Napoli.  

Grave attentato incendiario a Ottaviano, nel Napoletano. Prese di mira le casette in legno dei Mercatini di Natale al Castello Mediceo, che fu confiscato al boss Raffaele Cutolo, iniziativa che è giunta alla sesta edizione ed è curata dalla Pro Loco. E' quanto denuncia il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, con un post su Facebook: “Vogliono fare del male alla Ottaviano migliore, alla città che ha rialzato la testa ed è tornata ad essere un punto di riferimento culturale per tutta la zona vesuviana. Vogliono fare del male a volontari e cittadini innamorati del loro territorio, capaci di realizzare con pochi mezzi un evento eccezionale. Ma non ci riusciranno. Questa notte ignoti hanno incendiato tre casette dei Mercatini al Castello, al Palazzo Mediceo. Abbiamo già denunciato questi vigliacchi, che se avessero un briciolo di coscienza dovrebbero solo vergognarsi e chiedere scusa. In ogni caso non hanno fermato nulla”. “I Mercatini al Castello – ha chiarito il sindaco di Ottaviano - vanno avanti: ci vediamo domani alle 18 per l'inaugurazione. Alla Pro loco massima solidarietà, forza ragazze e ragazzi! Siete l'orgoglio di Ottaviano, andate avanti perché noi saremo sempre al vostro fianco”. Capasso, che non ha nascosto la sua amarezza per l'episodio, ha lanciato anche un appello al Ministro degli Interni Matteo Salvini: “Ci auguriamo che si faccia vivo con un messaggio o addirittura con la sua presenza. Sarebbe un segnale molto forte di presenza dello Stato, contro ogni forma di illegalità”. Secondo quanto si è appreso chi ha appiccato il rogo sarebbe entrato dalle campagne che si trovano alle spalle del Castello che è un bene confiscato alla camorra nel 1990, e affidato al Comune di Ottaviano nel 1995 ma solo di recente il Palazzo è stato pienamente e restituito alla fruizione pubblica con l'apertura di stanze restaurate, utilizzate per convegni e iniziative culturali.