Quattro persone sono state fermate come indiziate per la morte del carabiniere di 35 anni, Mario Rega Cerciello, vicebrigadiere di Somma Vesuviana in servizio a Roma mentre tentava di fermare due ladri che avevano derubato un uomo del borsello. Un altro è rimasto ferito. L'episodio è avvenuto in pieno centro a Prati. I sospettati si trovano nella caserma dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma per essere ascoltati nell'ambito delle indagini, due sono cittadini americani, che alloggiavano in un albergo di lusso poco distante dal luogo in cui il vice brigadiere Cerciello è stato aggredito. Avevano una stanza all'hotel LeMeridien Visconti di via Cesi. Il sospetto è che facciano parte della gang che ha messo in atto il crimine del "cavallo di ritorno", ovvero chiedere soldi in cambio della restituzione della merce rubata. I due sono stati raggiunti dai carabinieri in tarda mattinata. Sequestrato uno zainetto nero.
A Napoli, la polizia rende omaggio al carabiniere ucciso. Gli agenti hanno disposto le volanti davanti alla caserma Pastrengo e hanno suonato le sirene in segno di cordoglio. Poi il saluto con i carabinieri per rendere omaggio al loro collega ucciso, originario di Somma Vesuviana.
Il cordoglio istituzionale.
Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. "Siamo profondamente addolorati per la morte del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, di Somma Vesuviana, un servitore dello Stato, ucciso a Roma mentre lavorava per garantire la #legalità e la #sicurezza. Il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla moglie, ai familiari e all'Arma dei Carabinieri"
Rosetta D'Amelio, Presidente del Consiglio regionale: cordoglio e minuto di silenzio dei Presidenti dei Consigli regionali italiani. "Questa mattina, giungendo alla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, sono passata dinanzi al luogo dove stanotte è stato assassinato il Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega, proprio a qualche metro dai nostri uffici in via Pietro Cossa a Roma. Sono ancora profondamente scossa. Non si può morire in servizio a 35 anni. Insieme ai Presidenti dei Consigli regionali italiani abbiamo osservato un minuto di silenzio in apertura dell'Assemblea plenaria. Il Vice Brigadiere era di Somma Vesuviana, come tanti nostri ragazzi che svolgono lontano dalla propria città d'origine, il proprio lavoro . Voglio esprimere profondo cordoglio a nome del Consiglio regionale della Campania. Ci stringiamo attorno ai familiari e all'Arma dei Carabinieri, sapendo che nessuna parola potrà mai essere di conforto per la perdita di un uomo che ha consacrato la sua vita agli altri e al dovere".
Luigi De Magistris, sindaco di Napoli: “Nella mia qualità di Sindaco della Città Metropolitana di Napoli esprimo profondo cordoglio per la barbara uccisione a Roma del vice brigadiere dell’Arma dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, originario di Somma Vesuviana. Una morte atroce, nell’adempimento del servizio, per un giovane carabiniere che ha sempre dimostrato profonda umanità, grandissima competenza e professionalità, amore e passione per il suo lavoro. Siano assicurati al più presto alla Giustizia i responsabili di questo vile, barbaro e crudele omicidio. Ai familiari ed all’Arma dei Carabinieri le più profonde condoglianze a nome di tutti i cittadini della città metropolitana di Napoli”. Così il Sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Luigi de Magistris, sulla tragedia consumatasi questa notte a Roma, in cui ha perso la vita il Carabiniere 35enne Mario Cerciello Rega.
Edmondo Cirielli (Fratelli d’Italia): “Responsabilità anche politiche”.“Onore al vice brigadiere dell’Arma Mario Rega Cerciello, 35 anni, ammazzato questa notte a Roma mentre era in servizio. Se davvero, come sembra dalle prime informazioni, gli assassini del carabiniere sono di origine nordafricana la responsabile non è solo loro. Ma anche dei governi del Pd che in questi anni ha trasformato l’Italia in un campo profughi per delinquenti. E soprattutto di un governo Lega e Cinque stelle in carica da anno che non ha fatto nulla per rimpatriare stranieri ed espellere i clandestini”. E’quanto afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore Camera dei Deputati.
Il LiSiPo (Libero Sindacato di Polizia): “L’individuo che ha provocato la morte del Carabiniere, a parere del LI.SI.PO., deve marcire in carcere e deve scontare la pena, fino all’ultimo minuto. Nessuna pietà per questo criminale, che ha ucciso con tutta l’intenzione di UCCIDERE. Lo dimostra il fatto che ha inflitto circa 8 coltellate, senza mai fermarsi. Il LI.SI.PO. – ha continuato de Lieto - si rivolge al Ministro dell’ Interno; affinché si adoperi per fare, giustamente, legiferare l’inasprimento delle pene per chi aggredisce personale delle forze di polizia, prevedendo, in caso di lesioni gravi, la pena dell’ergastolo, SENZA SE E SENZA MA!!! Nel caso in cui il reato venga commesso da uno straniero, deve scattare l’espulsione da eseguirsi coattivamente. Chi viene in Italia – ha concluso il leader del LI.SI.PO. - deve rispettare il Paese che li ospita, le sue leggi, la sua gente. Violenza ed azioni criminali sono intollerabili e vanno represse, con leggi forti, chiare ed immediatamente applicate”.
