Si fa luce sugli omicidi di camorra a Napoli nord

3 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti elementi di spicco del clan Moccia

si fa luce sugli omicidi di camorra a napoli nord
Napoli.  

I carabinieri  della Squadra Mobile di Napoli nel quadro della indagini della DDA su omicidi compiuti nella zona Nord della città hanno dato esecuzione a 3 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti elementi di  spicco del  clan camorristico Moccia. Si tratta di  Filippo Iazzetta, Francesco Favella e  Giuseppe Angelino. I tre sono accusati sulla base delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Michele Puzio, altro elemento di vertice del clan di Afragola - dell' omicidio dell'imprenditrice  del settore movimento terra ed esponente del clan Immacolata Capone, di 37 anni, avvenuto a Sant' Antimo  il il 17 marzo 2004.

La donna,  era stata ritenuta la mandante dell'omicidio del marito Giorgio Salierno, altro affiliato al clan Moccia, e sarebbe stata punita anche per contatti con clan rivali.

Le indagini della DDA di Napoli e le dichiarazioni di  Puzio hanno consentito da fare luce anche sugli omicidi di  Mario Pezzella,  di 42 anni. avvenuto a Cardito (Napoli) il 17 gennaio 2005 e di Aniello Ambrosio,  42, il cui cadavere carbonizzato fu trovato nelle campagne di  Grumo Nevano il 21 febbraio 2014.

Iazzetta è stato individuato come mandante dell' omicidio di Pezzella per conto del clan Moccia. Francesco Pezzella, detto "pane 'e grano", elemento di spicco dei clan attivi tra Grumo Nevano, Cardito e Frattamaggiore, è stato individuato  come autore materiale dell' omicidio di Ambrosio, ritenuto uno dei responsabili dell' omicidio del fratello, Mario.

Francesco Pezzella sarebbe anche uno degli esecutori materiali dell'omicidio di Felice Napolitano, avvenuto a Roccarainola il 16 maggio 2003. La Dda ha disposto anche il  sequestro preventivo d'urgenza di un appartamento ed un terreno appartenenti a Michele Puzio, acquistati con i proventi delle estorsioni eseguite per conto del clan Moccia , che erano  stati intestati fittiziamente a terzi.