Due ragazzi, di 20 e 19 anni, Antonio Martusciello e Raffaele Pillo, sono rimasti feriti, in maniera grave, stanotte nel rione Sanità di Napoli: secondo una prima ricostruzione dell'accaduto sarebbero stati raggiunti da colpi d'arma da fuoco mentre viaggiavano in sella a uno scooter in vico Lammatari.
I due giovani soccorsi e trasportati al Vecchio Pellegrini
Uno dei giovani è stato ferito al braccio, il secondo al petto. Entrambi sono stati soccorsi nell'ospedale Vecchio Pellegrini, nel centro di Napoli. Sono in corso indagini della Squadra Mobile per ricostruire la dinamica e il movente del doppio ferimento. Secondo quanto si è appreso la raffica di colpi sarebbe stata esplosa probabilmente da centauri a bordo di uno scooter, come risulterebbe dai primi accertamenti della polizia di Stato.
Il più grave è un 20enne di Giugliano
Il più grave dei due feriti è un 20enne di Giugliano raggiunto dai proiettili al torace ed è ora in condizioni critiche in rianimazione. L'altro ferito di 19 anni originario della Sanità, è stato colpito al braccio, ma è stato già dimesso dall'ospedale. La sparatoria è avvenuta alle 2 di notte.
Movente degli spari: contrasti tra bande locali
Secondo le prime ipotesi, sarebbe riconducibile a contrasti tra piccole bande locali composte da giovani e giovanissimi la sparatoria avvenuta stanotte nel rione Sanità di Napoli. Al momento appare meno probabile l'ipotesi dell'agguato, che però rimane comunque in piedi.
Nel 2024 nel corso di una sparatoria in centro tra giovani appartenenti a gruppi rivali di piazza Mercato e del quartiere Sanità rimase ucciso Emanuele Tufano, 15 anni, vittima del fuoco amico il 24 ottobre 2024. Tufano morì proprio durante un raid effettuato dai ragazzi della Sanità nella zona del Mercato. In sua memoria venne successivamente eretto un altarino, poi rimosso dalle forze dell'ordine.
Una scia di sangue da Tufano a Durante
La morte di Tufano, legato da vincoli di parentela con un esponente della camorra locale, sarebbe anche stata alla base di una 'epurazione' interna al gruppo: un killer della famiglia malavitosa dei Sequino uccise per vendetta a colpi d'arma da fuoco il ventenne Emanuele Durante (che dalle intercettazioni risultò essere un capro espiatorio) in quanto ritenuto responsabile della morte di Tufano. Entrambi facevano parte dello stesso gruppo di giovani.
La possibile ricostruzione della sparatoria della notte
Si sono incrociati mentre erano in sella agli scooter e sono partiti i colpi, uno dei quali ha perforato un polmone del ventenne che è ricoverato all'ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli in prognosi riservata e in pericolo di vita. Sarebbe questa la dinamica di quanto accaduto stanotte in vico Lammatari, stradina parallela della più nota via Sanità che come quest'ultima porta alla chiesa Santa Maria alla Sanità (conosciuta come San Vincenzo 'o munacone).
La Squadra Mobile è al lavoro per delineare ogni aspetto del duplice ferimento e perde sempre più consistenza l'ipotesi agguato a vantaggio dell'incontro casuale sfociato in scontro armato. Al momento non è ancora chiaro se anche le vittime fossero armate, anche su questo sono in corso accertamenti della Polizia (al momento coordinati dalla Dda per le modalità della vicenda) come sul movente. Non si esclude che l'episodio sia stato almeno in parte ripreso dalle immagini di un sistema di videosorveglianza.
