Funerali di Domenico Caliendo, dolore e applausi al Duomo di Nola

Meloni abbraccia i genitori del piccolo. Il vescovo: «È figlio di tutti noi». La folla chiede verità

Duomo gremito e piazza piena per l’ultimo saluto al piccolo Domenico Caliendo, morto dopo un trapianto di cuore fallito. Presenti la premier Meloni, autorità e centinaia di cittadini. La mamma ringrazia tutti: «Oggi Domenico ci abbraccia»

Nola.  

 

Una città ferma per l’ultimo saluto. Nola si è fermata per salutare il piccolo Domenico Caliendo, il bambino di poco più di due anni morto dopo settimane di coma seguite a un trapianto di cuore finito al centro di una dolorosa vicenda sanitaria e giudiziaria. Fin dalle prime ore della mattina centinaia di persone si sono radunate davanti al Duomo, dove alle 11 è arrivata la piccola bara bianca. Il feretro è stato accolto da un lungo e commosso applauso mentre la famiglia, visibilmente provata, entrava in chiesa accompagnata da parenti e amici. Nella città è stato proclamato lutto cittadino, con bandiere a mezz’asta e molte attività commerciali che hanno abbassato le saracinesche in segno di rispetto.

Il Duomo pieno e la piazza gremita

All’interno della cattedrale ogni posto è stato occupato, mentre all’esterno centinaia di persone hanno seguito la cerimonia nella piazza. Molti hanno portato palloncini bianchi e fiori, altri indossavano una maglietta bianca con la foto del bambino e la scritta «Il nostro guerriero». Sulla schiena delle t-shirt campeggiava il numero 10 azzurro, simbolo che a Napoli richiama la figura di Diego Armando Maradona e che molti hanno scelto per rendere omaggio al piccolo. Accanto alla bara è stata deposta anche una lettera scritta da un bambino, poche righe semplici ma cariche di affetto: un saluto a Domenico e la richiesta di portare un pensiero ai nonni in cielo.

L’abbraccio delle istituzioni alla famiglia

Tra i primi ad arrivare in Duomo c’è stato il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ha voluto incontrare i genitori del piccolo stringendo in un lungo abbraccio la mamma Patrizia Mercolino. Nel primo pomeriggio è giunta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accompagnata dal prefetto di Napoli. La premier si è avvicinata immediatamente alla famiglia per abbracciare i genitori del bambino, sedendosi poi in prima fila accanto alle altre autorità. Presenti anche rappresentanti della Regione Campania, amministratori locali, sacerdoti e numerosi esponenti del mondo civile e religioso.

Il ricordo del cardinale Battaglia

Tra i momenti più intensi della giornata anche l’arrivo del cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, che ha voluto salutare personalmente i genitori. Il cardinale ha ricordato le ore trascorse accanto al piccolo durante il ricovero. Un ricordo che ha colpito profondamente i presenti: «Ogni volta che gli accarezzavo la manina, anche nel silenzio del coma, lui versava una lacrima». Parole che hanno restituito l’immagine di un bambino che ha continuato a lottare fino alla fine e che, in queste settimane, è entrato nel cuore di tutta la comunità campana.

L’omelia del vescovo Marino

La funzione è stata celebrata dal vescovo di Nola Francesco Marino, che nell’omelia ha definito Domenico «il figlio di tutti noi». Il presule ha ricordato come la storia del bambino abbia scosso l’intero Paese, unendo tante persone attorno al dolore della famiglia. Nel suo intervento ha invitato a non lasciare spazio alla rabbia o alla vendetta, pur riconoscendo che eventuali responsabilità dovranno essere accertate dalle autorità competenti. Il vescovo ha dedicato anche un passaggio importante al tema dei trapianti, sottolineando che la donazione degli organi resta un gesto di grande amore e generosità, e invitando a continuare a credere nella medicina e nella ricerca scientifica.

Le parole della mamma sull’altare

Alla fine della celebrazione è stata la mamma, Patrizia Mercolino, a prendere la parola dall’altare. Con la voce rotta dall’emozione ha voluto ringraziare tutte le persone presenti, la premier, le istituzioni, la Chiesa e la folla che in questi giorni si è stretta attorno alla famiglia. Il suo intervento è stato più volte interrotto dagli applausi. «Se oggi si è mossa tutta questa gente – ha detto – è grazie a Domenico, al suo sorriso e alla sua dolcezza». Poi il messaggio più toccante: «In questo momento Domenico ci sta abbracciando tutti. Spero che ognuno di noi lo conservi in un angolo del suo cuore».

L’uscita della bara e il grido della piazza

Al termine della funzione religiosa è stato il papà Antonio a portare la piccola bara bianca fuori dal Duomo. La piazza si è alzata in piedi accompagnando il feretro con un lungo applauso. Tra la folla qualcuno ha gridato «Ciao Domenico», altri hanno invocato giustizia. Più voci si sono levate con la stessa richiesta: «Che non accada mai più». Un grido collettivo di dolore e di rabbia che ha accompagnato l’uscita del feretro e l’ultimo saluto al bambino che, in poche settimane, era diventato simbolo di una tragedia che ha colpito l’intero Paese.