Cinque attiviste di Napoli Animal Save sono partite per raggiungere Acquapendente (Viterbo), sede del più grande macello di ovini in Europa, dove ogni anno vengono uccisi oltre 800.000 animali.
C'erano altre 12 attiviste provenienti da tutta Italia per partecipare a una veglia autorizzata davanti al macello, alla presenza della Digos.
L’obiettivo dell’azione era documentare il trasporto di agnelli provenienti da diversi Paesi europei, tra cui Italia, Romania e Slovenia, e testimoniare una realtà che resta normalmente invisibile.
Durante la mattinata, migliaia di agnelli, molti dei quali di poche settimane di vita, sono stati scaricati dai camion per essere condotti alla macellazione. Gli animali provenivano sia da allevamenti intensivi sia da piccole realtà locali, evidenziando come l’intero sistema produttivo, indipendentemente dalla scala, converga verso lo stesso sofferente esito.
Tutto questo accade alle porte della Pasqua, quando il consumo di agnelli raggiunge il suo picco e la loro uccisione viene normalizzata come tradizione. All’interno di questa struttura vengono praticati diversi metodi di macellazione, tra cui quello halal, che prevede lo sgozzamento dell’animale ancora cosciente.
Tra quei corpi, tra quegli sguardi, ce n’era uno che non è stato macellato.
Nel corso della veglia, alle attiviste è stato concesso un agnello: uno di meno di un mese di vita, che è stato chiamato Cinnamon. L’animale è stato immediatamente portato in salvo presso il Rifugio Hope, un rifugio di animali liberi, dove potrà vivere libero per il resto della sua vita in un gregge di pecore.
Le veglie, svolte dai gruppi di Animal Save in tutto il mondo, nascono per questo: interrompere, anche solo per pochi minuti, il flusso invisibile verso la morte, e restituire a questi animali almeno uno sguardo, una testimonianza che promuova consapevolezza nell’opinione pubblica.
Questa veglia assume per il gruppo napoletano un significato particolare, per l’impegno affrontato nel raggiungere il luogo e per la possibilità concreta di salvare una vita.
Napoli Animal Save intende continuare a documentare queste realtà e a informare il pubblico sulle condizioni degli animali allevati e macellati, affinché ciascun? possa formare una propria opinione consapevole.
Il quesito che vogliamo portare alla luce è: possiamo ancora giustificare la violenza solo perché è normalizzata dalla tradizione?
