Le urla e il terrore nel condominio: "La uccido, mi faccio 30 anni di carcere"

Al 112 la richiesta di aiuto. La violenza bussa alla porta di un appartamento a Napoli

le urla e il terrore nel condominio la uccido mi faccio 30 anni di carcere

Villaricca, al 112 la richiesta di aiuto. La violenza bussa alla porta di un appartamento nel pieno centro cittadino. Scarica l’estintore sotto la porta di casa per entrare. Carabinieri arrestano 43enne...

Napoli.  

I carabinieri della stazione di Villaricca conoscono bene quell’indirizzo, a marzo la prima denuncia per maltrattamenti in famiglia dopo un anno di aggressioni e vessazioni. La gazzella corre per raggiungere quanto prima quel palazzo, l’uomo è ancora lì.

I carabinieri salgono le scale tra le urla che fanno eco nelle scale condominiali. Davanti alla porta di ingresso l’ex marito, 44enne. "La uccido......mi faccio 30 anni".

A terra c’è un estintore con il tubo infilato sotto la porta. I militari bloccano l’uomo, riportano la calma e rassicurano le vittime che erano all’interno.

In casa c’è l’ex moglie 43enne e i tre figli della coppia. Sono un maschio e 2 ragazze. Hanno 19,17 e 14 anni.

I carabinieri ricostruiscono la vicenda. L’uomo era entrato in casa. Stava aggredendo l’ex moglie e il figlio 19enne si era “permesso” di intromettersi per difendere la propria madre. A quel punto il 43enne sferra un pugno in pieno volto all’unico vero uomo presente in casa. Gli occhiali si frantumano, l’occhio è gonfio.

Madre e 3 figli riescono ad allontanare il 43enne. La porta viene chiusa ma lui non è ancora soddisfatto. Pretende di rientrare. Urla, si dimena, vede l’estintore antincendio e lo afferra. Il 43enne inserisce il tubo sotto la porta ed esaurisce tutto il contenuto. In casa il caos, fumo e polvere sono ovunque. La speranza è che qualcuno apri la porta.

Fortunatamente i carabinieri hanno fatto in tempo e arrestano l’uomo. Ora è in carcere. Per il figlio una prognosi di qualche giorno dovuta alle lesioni subite alla “regione orbitale dell’occhio sinistro” ma anche il gran merito di aver difeso sua madre e le sue sorelle.