È morto il giornalista Pietro Gargano. Con la sua scomparsa Napoli perde una delle voci più autorevoli e riconoscibili della cultura cittadina, un testimone appassionato della storia e dell’anima partenopea. Per oltre mezzo secolo Gargano è stato uno dei protagonisti del grande giornalismo napoletano legato al Mattino.
Nato nel 1943, tra i boati della guerra, ha attraversato decenni di cronaca con straordinaria dedizione, restando attivo fino agli ultimi giorni, quasi con la penna ancora in mano mentre dialogava con i suoi lettori. Aveva 83 anni. La notizia della sua morte ha suscitato profonda commozione tra colleghi e amici, ma anche nella comunità di Portici e Napoli.
La carriera di Pietro Gargano
Entrato al Mattino nel 1963 come giovane cronista “abusivo”, Gargano ha percorso con passione e rigore tutta la carriera fino a diventare caporedattore centrale, incarico ricoperto fino al 2008. Era il decano del giornale e un punto di riferimento per generazioni di cronisti che lo chiamavano con affetto “Zio Pietro”.
Cronista attento al mondo oltre che alla sua terra, raccontò eventi internazionali come la rivoluzione portoghese, i conflitti in Medio Oriente e le tensioni in Irlanda. In Italia rimane significativo il suo impegno civile nell’inchiesta sulla morte del giornalista Giancarlo Siani.
L'ultimo saluto a Gargano: la data dei funerali
Profondo conoscitore della cultura napoletana, era noto anche per la sua ironia, come quando definiva la propria formazione «un’inutile laurea in legge». Orgogliosamente porticese, nutriva una forte devozione per San Ciro al quale aveva dedicato il suo ultimo scritto.
Studioso della tradizione musicale partenopea, dedicò anni di ricerca alla storia della canzone napoletana.
I funerali si terranno domani, giovedì 9 aprile, alle ore 17 a Portici.
